Bormioli Pharma acquisita dal fondo triton partners nel 2017

Investiti 80 milioni per lo sviluppo

Risorse per automazione, digitalizzazione, ampliamenti e acquisizioni

Risorse per automazione, digitalizzazione, ampliamenti e acquisizioni


2' di lettura

«Un fondo straniero che investe in Italia non è sinonimo di perdita di italianità, la storia di Bormioli Pharma ne è la conferma: dall’acquisizione da parte del fondo Triton Partners, a fine 2017, a oggi abbiamo già investito più di 80 milioni di euro tra automazione, digitalizzazione, ampliamenti dei siti e acquisizioni e ce ne sono altri 70 abbondanti in programma da qui al 2022, tra crescita organica e nuovi M&A». A parlare è Andrea Lodetti, ceo della secolare azienda di Parma fondata dalla famiglia Bormioli e specializzata in contenitori di vetro, la cui divisione farmaceutica fu prima acquisita dal fondo Vision Capital (nel 2011) e poi, tre anni fa, rilevata dalla società di private equity Triton Partners focalizzata su aziende di media dimensione nordeuropee, italiane e spagnole.

In poco più di due anni Bormioli Pharma è passata da 900 a 1.200 dipendenti, da cinque a sette stabilimenti, da poco più di 200 a oltre 250 milioni di euro di fatturato, di cui il 60% è export, lavorando con oltre 100 Paesi diversi. «L’ingresso di un fondo è in grado di imprimere una notevole accelerazione, rispetto ai tempi e all’approccio dell’imprenditoria familiare», sottolinea Lodetti, un curriculum tra le cucine Snaidero e le ceramiche Ricchetti, grandi multinazionali manifatturiere di impronta familiare. I primi due salti quantici impressi da Triton Partners sono stati da un lato l’acquisizione del player tedesco Remy & Geiser GmbH (R&G) (imballaggi primari in plastica e vetro per l’industria farmaceutica), dall’altro il potenziamento dello stabilimento friulano di San Vito al Tagliamento, 20 milioni investiti e 50 nuove assunzioni che hanno portato la capacità produttiva della fabbrica da 30 a 110 tonnellate al giorno.

«La logica dei fondi è di investire fin da subito, in espansione produttiva e internazionalizzazione e rinforzare il management per sostenere il cambiamento organizzativo e l’approccio meritocratico – conclude Lodetti, arrivato al timone di Bormioli Pharma nel dicembre 2017 assieme al fondo Triton Partners - e questo sicuramente serve a garantire le marginalità ma non significa disperdere il patrimonio industriale italiano. Abbiamo appena aperto un ufficio a Philadelphia e una base logistica in outsourcing in Usa. Ora siamo pronti per nuovi M&A».

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