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Investitori istituzionali, cresce l’interesse per il residenziale. Italia e Uk in ritardo

di Nicol Degli Innocenti


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3' di lettura

Gli investitori istituzionali stanno scoprendo il settore residenziale, che è in forte crescita in tutta Europa e offre un reddito stabile e sicuro indipendentemente dall’andamento dei cicli immobiliari. Mentre negli Stati Uniti fondi pensione e altre istituzioni assegnano tra il 25% e il 30% del totale dei loro investimenti immobiliari al residenziale, in particolare a palazzi di appartamenti da affittare, in Europa la situazione è diversa e molto variegata.

In Olanda, Svizzera e Olanda le istituzioni investono tra il 45% e il 60% del totale nel settore residenziale, mentre in altri Paesi come il Belgio e la Spagna la percentuale è vicina allo zero. Italia e Gran Bretagna sono al di sotto del 10 per cento. Nonostante queste differenze, il settore residenziale offre grandi opportunità per gli investitori in tutti i Paesi europei, secondo Aberdeen Standard Investments (Asi), numero due in Europa nella gestione degli investimenti immobiliari con 49 miliardi di asset under management.

La ragione è che gli stessi trend sono visibili in tutte le maggiori città europee. I giovani professionisti sono sempre più mobili e la ricerca di un lavoro interessante e uno stile di vita piacevole li fa gravitare verso le città economicamente più dinamiche.

Le statistiche e le tendenze demografiche dimostrano che i professionisti cittadini tendono a vivere da soli o in coppia e preferiscono affittare sia per evitare l'alto costo di un acquisto che per poter essere liberi di trasferirsi altrove.

La domanda di piccoli appartamenti nei centri città o in zone ben collegate da una rete di trasporti urbani o da piste ciclabili è quindi destinata ad aumentare in modo esponenziale, secondo Asi. Il migliore investimento è in complessi residenziali costruiti apposta per essere affittati, dove, al contrario di quanto accade nel settore uffici, è molto raro trovarsi con immobili sfitti.

«È evidente da tempo che la domanda di immobili di qualità da affittare è molto superiore all'offerta nelle maggiori città europee», ha detto Pertti Vanhanen, co-head of real estate di Asi in una conferenza stampa a Londra.
Asi ha annunciato stamani l'intenzione di investire altri 2 miliardi di euro nel settore entro il 2022. Allo stato attuale il gruppo ha oltre 15mila appartamenti in Europa e 3.400 in via di costruzione per un valore totale di 6,6 miliardi di euro.

Nel marzo scorso Asi ha lanciato il primo fondo residenziale pan-Europeo (Asper) con un investimento iniziale di 355,5 milioni di euro che sul medio termine salirà a 1,5 miliardi di euro. Asper sta investendo in città dove la popolazione sta aumentando rapidamente come Helsinki, Copenaghen, Francoforte, Dublino, Parigi, Vienna e Birmingham.

Le tendenze positive del mercato residenziale sono a prova di Brexit, secondo Asi, che continua a investire nelle città inglesi nonostante le incertezze dovute all’uscita della Gran Bretagna dalla Ue.
«La Gran Bretagna continua a sfidare le previsioni negative – ha sottolineato Anne Breen, global head of investment process & strategy di Asi –. Il rallentamento che c’è stato è del tutto normale per questa fase avanzata del ciclo e il mercato continua a offrire opportunità».

I prezzi degli immobili residenziali sono in calo in Inghilterra e in particolare a Londra: il mese di novembre ha registrato una flessione dell'1,7%, la maggiore dal 2012, secondo i dati di Rightmove, il primo portale per le compravendite immobiliari. Le transazioni sono in stallo a causa di Brexit e l'incertezza sulle prospettive del mercato e del Paese fa preferire l'affitto all'acquisto. Ragione in più, secondo Breen, per optare per investimenti in appartamenti da affittare nelle città inglesi più dinamiche che, Brexit o non Brexit, continueranno ad attrarre start-up, imprese dinamiche e giovani professionisti.

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