Mercato dell'arte

Investment banker, ex-direttori e curatori di musei e giornalisti in carriera nel mondo dell’arte

di Silvia Anna Barrilà e Maria Adelaide Marchesoni

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Carlos A. Picón


4' di lettura

La rapida evoluzione del mercato dell'arte e la ricchezza che riesce a raccogliere attira sempre di più attori di altri settori operativi che decidono di cambiare professione. L'appeal scaturisce dal fatto che il segmento in alcuni casi offre un livello economico elevato più rispetto, ad esempio, alle istituzioni pubbliche. I passaggi più recenti riguardano alcuni curatori che dopo aver maturato un'esperienza in fondazioni, musei pubblici o privati hanno deciso di intraprendere una nuova carriera migrando verso blasonate gallerie d'arte. Ma non solo. A scegliere l'arte come settore per continuare il percorso professionale sono anche i top manager delle banche d'affari e di investimento.

Sotheby's (NYSE: BID) in questi giorni ha nominato Valentino D. Carlotti Vice President Executive e Global Head of Development Business. Carlotti entrerà a far parte di Sotheby's il 30 ottobre, in tempo per le aste di metà novembre a New York. Carlotti ha lavorato per oltre due decenni nella banca d'affari americana Goldman Sachs dove ricopriva il ruolo di Global Business Partner per le divisioni Investment Banking e Merchant Banking. E non è il primo ex partner di provenienza “bancaria” ad entrare a far parte della casa d'aste americana. Sono già presenti in organico David Schrader (ex-JPMorgan Chase), che si è unito all'inizio di quest'anno come Responsabile delle Private Sale di arte contemporanea, Adam Chin (ex Centerview Partners) Chief Operating Officer della casa d'asta insieme a Mike Goss (ex-Bain Capital) Chief Financial Officer. Il ruolo che Carlotti andrà a ricoprire, ovvero la direzione sviluppo del business, rivela alcuni punti interessanti sulle strategie future dell'azienda.

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Investment banker, ex-direttori e curatori di musei  e giornalisti in carriera nel mondo dell’arte

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Dai musei alle gallerie
Se da un lato Sotheby's ha come obiettivo rimodellare il business della casa d'aste in qualcosa di simile alle grandi banche d'affari ma con la gestione di attività tangibili, le gallerie, al contrario, hanno la necessità di ampliare l'organico con figure professionali per le quali la trattativa commerciale con il cliente non ha mai rappresentato una caratteristica della loro professione.
Il più recente passaggio è quello di Carlos A. Picón dal Metropolitan Museum di New York, dove ha lavorato per quasi 30 anni e dov'era curatore responsabile del dipartimento d'arte greco-romana, alla nuova sede della galleria su appuntamento di Colnaghi a New York. Il suo ruolo sarà di espandere il business nell'ambito di arte antica e antiquariato. Altro recente passaggio è stato quello di Florence Derieux, storica dell'arte e curatrice, che ha lasciato il Centre Pompidou di Parigi, dove curava per la fondazione collegata al museo il dipartimento d'arte americana, per unirsi allo staff della potente galleria Hauser & Wirth a New York come nuova direttrice delle mostre. Curriculum eccellente, ha lavorato al Museo Picasso di Antibes e al Palais de Tokyo di Parigi, l'esperienza con il mercato è arrivata nel 2013, quando ha curato Art Basel Parcours e nel 2017 con i progetti realizzati per EXPO Chicago .

Ma Carlos A. Picón e Florence Derieux sono solo gli ultimi di una serie. A luglio, la co-direttrice della Serpentine Gallery Julia Peyton-Jones è entrata a far parte della galleria Thaddaeus Ropac , che a inizio 2017 ha aperto un nuovo spazio a Londra per lo sviluppo creativo della galleria londinese. Nello stesso mese, quasi un decennio dopo le dimissioni da direttore del Metropolitan Museum of Art per limiti di età, Philippe de Montebello è entrato a far parte della direzione di Acquavella Galleries a New York con l'incarico di seguire le pubblicazioni e le mostre speciali.

Sempre la mega galleria Hauser & Wirth, lo scorso aprile, ha reclutato come direttore dei Progetti Speciali il critico d'arte del New York Times Randy Kennedy: curerà una serie di nuove iniziative editoriali, di scrittura e documentari per il web e la stampa, tra cui il rilancio e l'ampliamento della rivista Volume.

Già nel 2016, invece, Hauser & Wirth ha strappato a Christie's la specialista Vanessa Guo per potenziare la presenza della galleria in Asia. Ad un anno da allora è arrivata ora la notizia di una significativa espansione in Asia con l'annuncio dell'apertura di una galleria a galleria a Hong Kong nella primavera del 2018 (si troverà all'interno di un edificio progettato dall'architetto e collezionista William Lim di CL3 e sarà progettata da Annabelle Selldorf, autrice di sei gallerie di Hauser & Wirth) e di due uffici nella Cina continentale, a Pechino e Shanghai, operativi già a partire da ottobre. Accanto a Vanessa Guo ci sarà Lihsin Tsai che, invece, ha lavorato prima con il collezionista Qiao Zhibing alla gestione del suo spazio espositivo a Shanghai.

Secondo quanto ha dichiarato il co-fondatore della galleria Iwan Wirth, era da due anni che la galleria studiava come entrare nel mercato cinese, dopo aver stretto rapporti con collezionisti, artisti e curatori dell'area e aver partecipato a fiere importanti, per entrarne a far parte in modo significativo. «Non è mai una questione di “se” - ha detto -, ma solo questione di “come” e “quando”. Il momento è arrivato e siamo entusiasti».

Anche la galleria Lévy Gorvy ha pescato tra il personale di Christie's (di cui ha fatto parte lo stesso Gorvy per 23 anni), chiamando la specialista di arte moderna e contemporanea Danqing Li a dirigere il nuovo ufficio di Shanghai, pensato per approfondire i rapporti con i collezionisti e le istituzioni cinesi.

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