IMMOBILI PUBBLICI

Invimit, ok Consob al fondo Dante: tranche da 254 milioni

Via libera della Consob alla commercializzazione del fondo immobiliare Dante di Invimit, la Sgr del ministero dell’Economia. Si tratta di un fondo value add dal valore iniziale di 254 milioni, per arrivare a regime a 500.

di Paola Dezza

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(IMAGOECONOMICA)

Via libera della Consob alla commercializzazione del fondo immobiliare Dante di Invimit, la Sgr del ministero dell’Economia. Si tratta di un fondo value add dal valore iniziale di 254 milioni, per arrivare a regime a 500.


2' di lettura

Prende forma con il lancio del fondo Dante il cambiamento in chiave più finanziaria che Giovanna Della Posta si è proposta di portare nella gestione degli immobili pubblici. È arrivato, infatti, l’ok della Consob alla commercializzazione del fondo immobiliare Dante di Invimit, la Sgr del ministero dell'Economia e delle Finanze. Si tratta di un fondo value add, quindi con asset adatti alla valorizzazione, di un valore iniziale di 254 milioni di euro, per arrivare a regime a 500 milioni di euro.

«Collocheremo sul mercato le quote del fondo. Si tratta di un prodotto appealing per i rendimenti, intorno al 4-5%, dato che il portafoglio sarà costituito da immobili posti in zone molto centrali delle principali città italiane» spiega al Sole24 Ore Giovanna Della Posta, ad di Invimit.

Il portafoglio immobiliare del fondo - il comparto in fase di avvio è stato denominato Convivio - è costituito da 22 asset per un totale di circa 76.600 mq. Il 66% del valore del portafoglio è investito in immobili con destinazione d’uso residenziale e gli asset sono localizzati principalmente nei centri storici di Roma (45% del valore del patrimonio immobiliare) e Milano (30%). Una percentuale inferiore di immobili si trovano a Bologna, Genova e Mantova.

Gli immobili sono prevalentemente occupati con un tasso di occupancy pari al 68%. Il gruppo di asset di natura residenziale è costituito da 12 immobili per un valore totale di 168 milioni e una superficie totale pari ad oltre 48mila mq, localizzati principalmente nei centri storici di Milano (45% del valore del patrimonio residenziale) e Roma (26%). Come l'edificio di 2.860 mq di via Borsi nella capitale. Questi immobili sono prevalentemente occupati, con un tasso di occupancy pari al 59%.

La parte terziaria è composta da 10 asset da 86 milioni (circa 28.600 mq). In questo caso per l’81% sono situati nel centro storico di Roma e sono occupati all'82%. Tra gli asset anche una piattaforma commerciale a Bologna e un albergo in via Nazionale a Roma.

Tra gli immobili di assoluto pregio inizialmente menzionati come parte del portafoglio, ma che rientreranno probabilmente nella prossima tranche, ci sono edifici a Roma, come quello in Largo Arenula, a Venezia in Calle Emo, a Padova in Piazza delle Erbe e a Genova in corso Italia.

Invimit ha in portafoglio 1,5 miliardi di euro di immobili, di cui solo 500 milioni in uso governativo, e pertanto esclusi da eventuali operazioni. I tempi sono quindi più lunghi e i valori più contenuti rispetto alla maxi operazione immobiliare delineata un anno fa, quando il governo intendeva portare nelle casse dello Stato 950 milioni di euro nel 2019, mentre nel triennio 2019-21 l’obiettivo era di ricavare dai beni pubblici 1,25 miliardi.

Il fondo Dante avrà una durata di una quindicina d’anni e prevede due classi di investitori, gli anchor con quote da 50 milioni, mentre per gli altri la quota minima è di dieci milioni. Gli investitori potranno costituirsi, per la prima volta, anche in formula di club deal. Le offerte vincolanti dovranno essere inviate dal 14 aprile al 20 aprile e saranno valutate il 22 aprile da Invimit. Se ci saranno più offerte totalitarie, si potrà procedere a rilanci sul prezzo.

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