emergenza coronavirus

Invitalia, a 50 aziende incentivi alla riconversione per produrre mascherine


Sono 102 le imprese in totale ammesse agli incentivi del Curaitalia, la misura che con una dotazione di 50 milioni di euro favorisce la produzione di mascherine e altri dispositivi medici e di protezione individuale (ventilatori, camici e tute di sicurezza, disinfettanti e kit diagnostici): 65 progetti provengono da imprese che hanno deciso di riconvertire gli stabilimenti e 37 prevedono ampliamenti dei siti produttivi

di Andrea Gagliardi

Si riparte con mascherine per tutti, prime aperture dal 27/4


Sono 102 le imprese in totale ammesse agli incentivi del Curaitalia, la misura che con una dotazione di 50 milioni di euro favorisce la produzione di mascherine e altri dispositivi medici e di protezione individuale (ventilatori, camici e tute di sicurezza, disinfettanti e kit diagnostici): 65 progetti provengono da imprese che hanno deciso di riconvertire gli stabilimenti e 37 prevedono ampliamenti dei siti produttivi


3' di lettura

Dalla Piave Maitex di Feltre (tessuti elastici per costumi, intimo e abbigliamento sportivo) alla Boccadamo di Frosinone (gioielli ), alla Fabi di Macerata (storico calzaturifici), a Idea Plast, Valigeria Roncato e Meca2 (tre aziende del Padovano specializzate nella produzione di valigie) al maglificio Santini di Bergamo, allo stabilimento di Sant'Agata Bolognese di Automobili Lamborghini, alla Fippi di Rho (pannolini per bambini). Sono tante le aziende che hanno avviato un percorso di riconversione, per la realizzazione di mascherine protettive, di fronte all’acuirsi dell’emergenza coronavirus. Tanto più che la fase 2 a partire dal 4 maggio sarà caratterizzata dall’uso di mascherine sui mezzi pubblici e nei luoghi di lavoro.

102 aziende ammesse agli incentivi
Ma nel decreto Cura Italia del 17 marzo, definitivamente convertito in legge il 24 aprile, c’è una norma specifica che stanzia 50 milioni di euro per sostenere le aziende che vogliono ampliare o riconvertire la propria attività per produrre dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale (ventilatori, mascherine, occhiali, camici e tute di sicurezza, disinfettanti e kit diagnostici). Il fondo è gestito da Invitalia. Finora sono 102 le imprese ammesse agli incentivi. La Lombardia è al momento la regione con il maggior numero di aziende finanziate (16), seguita dalla Toscana con 13 e da Emilia Romagna e Campania con 11. A meno di un mese dalla partenza dello sportello, lo scorso 26 marzo, sono giunte a Invitalia 635 domande di finanziamento da tutte le aree del Paese, valutate con un iter semplificato per accelerare i tempi. E le richieste continuano ad arrivare.

La aziende finanziate
Dei 102 progetti finora approvati, 65 provengono da imprese che hanno deciso di riconvertire gli stabilimenti, mentre 37 prevedono ampliamenti dei siti produttivi. In particolare tra le imprese ammesse alla riconversione, 50 su 65 (il 76,9%) hanno deciso di far convergere tutta o parte delle attività sulla produzione di mascherine. Tra queste la Parmon di Catania (prodotti per l'igiene), la Dienpi di San Benedetto del Tronto (accessori per l'abbigliamento e le calzature), la Sp Plastic Creating di Fermo (stampaggio ad iniezione di materie plastiche).

Leggi anche / Coronavirus e mascherine: quante ne esistono, come funzionano e come usarle

Concesse agevolazioni per 36 milioni di euro
Le agevolazioni concesse ammontano finora a 36 milioni di euro (sui 50 totali disponibili). E gli investimenti complessivi superano i 48 milioni di euro. È previsto infatti un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa, rimborsabile in 7 anni . Per il 25% del programma di spesa non coperto, è possibile ricorrere ai finanziamenti di Mediocredito Centrale. Il mutuo agevolato può trasformarsi in fondo perduto in funzione della velocità di intervento (ad esempio 100% di fondo perduto se l'investimento si completa entro 15 giorni). La dimensione del progetto di investimento può variare da 200mila euro a 2 milioni di euro.

Tessile e moda in testa tra i settori finanziati
Tra le aziende che hanno chiesto gli incentivi, rileva Invitalia, solo il 23% appartiene al settore delle apparecchiature mediche e dei dispositivi sanitari. Negli altri casi le domande provengono dal comparto tessile e moda (26%), manifattura e artigianato (23%), chimica e farmaceutica
(14%), servizi e ICT (8%). E infatti tra le imprese finanziate la maggior parte (27) fanno riferimento proprio al settore tessile e moda.

I dispositivi prodotti
Le imprese finora ammesse ai finanziamenti possono produrre a regime ogni giorno 3 milioni di mascherine chirurgiche, 357.000 di tipo FFP2, 475.000 di tipo FFP3, 800.000 soluzioni disinfettanti, 34.000 dispositivi di protezione oculare, 29.000 sovrascarpe, 32.000 cuffie, 17.000 tute di protezione, 34.000 camici chirurgici, 30.000 kit diagnostici, 180 sistemi di respirazione assistita e 960.000 attrezzature di supporto.

Per approfondire
Mascherine obbligatorie nella fase due? Per una famiglia costi fino a 200 euro al mese

Le imprese di Bergamo alleate: filiera d'emergenza sulle mascherine

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti