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Invitalia, al via tre maxi gare per la sanità territoriale

In arrivo 1.189 interventi per oltre 3,249 miliardi d’investimenti

di Marzio Bartoloni

Draghi: "Raggiunti obiettivi del Pnrr di questo semestre"

3' di lettura

La Sanità territoriale, cuore delle riforme disegnate nel Pnrr per la missione 6 (quella della salute), si avvicina alla messa a terra con l’avvio dei cantieri per costruire tra le altre cose le attese Case di comunità che garantiranno cure più vicine ai cittadini. Invitalia ha lanciato nei giorni scorsi tre maxi gare, pubblicate anche sulla gazzetta europea, per l’aggiudicazione di accordi quadro multilaterali che si concretizzeranno in 1.189 interventi che cubano oltre 3,249 miliardi di investimenti. La scadenza delle gare è fissata per il prossimo 14 settembre.

Interessate 16 Regioni

In tutto sono coinvolte 16 Regioni che hanno deciso di appoggiarsi a Invitalia – fanno da “sole” Veneto, Liguria, Abruzzo, Sicilia e Campania - e attraverso gli accordi quadro multilaterali con più operatori economici apriranno i cantieri per costruire una buona fetta delle nuove strutture previste dagli investimenti del Pnrr e in particolare quelle della Sanità territoriale che è mancata di più durante i mesi più duri della pandemia.

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Prevista la realizzazione di 699 Case della comunità

Più nel dettaglio, attraverso queste gare è prevista la realizzazione di 699 Case delle comunità (sulle 1.430 complessive) per un finanziamento totale di circa 1,290 miliardi. Queste strutture forniranno h24 prime cure e diagnosi ai cittadini evitando così di intasare i pronto soccorso.

Ma in cantiere ci sono anche 219 ospedali di comunità (dei 435 totali) per una spesa di 581 milioni, dove si erogheranno le cure “intermedie” cioè quelle che non hanno bisogno di ospedalizzazione ma necessitano per la loro complessità comunque di un’assistenza che a casa non può essere assicurata (si pensi ai cronici e agli anziani).

Sempre sul fronte della Sanità territoriale il maxi appalto prevede anche la realizzazione di 66 Centrali operative territoriali (sulle 611 totali) per 17 milioni a cui spetterà la regìa e il coordinamento di tutte le cure territoriali. In pista anche altri importanti interventi edilizi con la messa in sicurezza antisismica per 177 ospedali con un finanziamento totale di circa 1,240 miliardi e altri 28 interventi di “potenziamento del Ssn” per una spesa di 121 milioni.

Al massimo 4 lotti per concorrente

Le procedure sono state suddivise in lotti geografici e ogni lotto geografico in sub-lotti relativi alle singole prestazioni necessarie per la realizzazione di lavori o opere pubbliche (servizi tecnici; servizi di verifica della progettazione; lavori; lavori in appalto integrato e servizi di collaudo). Le gare hanno rispettivamente il valore di 2,198 miliardi, 458 milioni e 430 milioni. Ogni concorrente potrà aggiudicarsi al massimo 4 lotti.

Rispetto ai target regionali il 76% delle Case della Comunità e 80% degli Ospedali della Comunità delle 16 regioni coinvolte verranno gestite con le procedure aggregative dell’Accordo Quadro. Che rappresenta uno strumento di supporto alla governance dell’intervento Pnrr con vantaggi sia per la Pubblica amministrazione che per il mercato: permette infatti di avviare contestualmente tutte le procedure d’appalto relative alle fasi prestazionali utili all’attuazione dell’intervento e, al tempo stesso, consente al mercato di organizzare per tempo l’offerta (sub-fornitori, materiali), a fronte di una domanda ingente e contemporanea. In particolare l’ottimizzazione del numero delle procedure d’appalto (3 procedure «aperte» al posto di circa 3.600 procedure), nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie applicabili, consentono agli uffici gare delle imprese di predisporre più offerte per singola procedura o per procedure strutturate in modo analogo, con conseguente riduzione dei tempi collegati alla gestione di queste attività.

Riforma attesa che ora attende gli investimenti in personale

L’avvio dei cantieri della nuova Sanità territoriale con la costruzione delle Case di comunità e degli ospedali di comunità è il primo passaggio di una riforma molto attesa che ora aspetta anche gli investimenti per il personale che dovrà lavorarci dentro: dagli infermieri di famiglia e di comunità ai medici fino agli operatori e assistenti sociali. Uno step fondamentale da far partire subito per evitare che si costruiscano “scatole vuote” o cattedrali nel deserto come già accaduto in passato per la Sanità.

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