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«Io sono cucina», il podcast di Alma che racconta la storia enogastronomica italiana

Attraverso digressioni, riflessioni personali e racconti di vita vissuta, gli ospiti del podcast dipingono un quadro sulla storia e l'evoluzione della cucina nostrana

di Emiliano Sgambato

Il pocast di Alma “Io sono cucina”

3' di lettura

All’abusato ma non per questo privo di significato abbinamento, in cucina come altrove, tra tradizione e innovazione, si affianca quello tra grammatica e memoria. Grammatica come strumento imprescindibile per capire le basi e l’evoluzione del linguaggio della cucina, che si evolve e si trasforma, ma che non può distaccarsi da alcune regole fondamentali. Ed ecco quindi la necessità di raccontare e di non perdere la memoria, elemento essenziale per unire i puntini della storia della gastronomia italiana di alta qualità.
Un’eccellenza del made in Italy ormai universalmente riconosciuta al punto che si tende a dimenticare come fino a solo un paio di decenni fa non era così. Sono stati fatti passi da gigante, ma proprio per questo si rischia di perdere la visione dei fondamentali e gli insegnamenti dei “padri fondatori”, in un mondo che oggi è affollato di informazione su chef e ricette.

È il fil rouge che ha legato le riflessioni sullo stato dell’arte della formazione della cultura gastronomica italiana, in occasione della presentazione del podcast che Alma, la prestigiosa scuola di cucina italiana fondata dal maestro Marchesi, ha presentato a Milano, ospite di Carlo Cracco (tra i protagonisti del racconto).

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Può sorprendere lo strumento scelto: il podcast si concentra sull’udito, sull’onda dei grandi chef che ci hanno insegnato come tutti i sensi debbano essere coinvolti in un’esperienza culinaria degna di nota; testimonianza del potere evocativo del cibo e delle difficoltà di tracciare i suoi confini sensoriali. Tra gli obiettivi la ricerca di contatto con un pubblico giovane e meno abituale, lontano dal solito circolo degli addetti ai lavori, per diffondere il più possibile la cultura gastronomica del nostro Paese.

I protagonisti del podcast alla serata di presentazione da Cracco a Milano

In “Io sono Cucina – Storie dal gusto italiano”, questo il titolo del podcast, ogni puntata è un incrocio di più voci che vuole raccontare la cultura culinaria italiana in tutte le sue sfaccettature. Realizzato in collaborazione con Indiehub, che dal 2013 opera nel campo della produzione audio e musicale, è disponibile dal 17 maggio su Spotify, Apple Podcast e Audible oltre a tutte le principali piattaforme di diffusione digitale: «Un'iniziativa culturale – spiega una nota – che intende valorizzare ulteriormente l’importanza della cucina italiana e tutto il suo patrimonio enogastronomico, basato sull'eccellenza non solo dei prodotti ma anche degli attori che ne sono interpreti ed ambasciatori».

“Io sono Cucina” è strutturato in sei episodi in cui Giacomo Bullo, responsabile comunicazione Alma e Andrea Grignaffini, critico enogastronomico e membro del comitato scientifico Alma, dialogano a tavola con ospiti che «attraverso digressioni, riflessioni personali e racconti di vita vissuta, dipingono un quadro polifonico sulla storia e l'evoluzione della cucina nostrana». I nomi? Carlo Cracco, Paolo Lopriore, Isa Mazzocchi, Lidia Bastianich, Davide Rampello, Paolo Marchi, Maddalena Fossati, Furio Brighenti, Massimo Montanari e Giovanni Ballarini; insieme al board di Alma composto da Enzo Malanca, Andrea Sinigaglia e Matteo Berti. Partner del progetto, l'Università degli Studi di Parma, Fondazione Cologni dei Mestierie d'Arte, Casa Artusi e l'Accademia Italiana della Cucina.

«Mani, mente e cuore: la cucina di alto livello per sua natura non può non coinvolgere tutte queste dimensioni, conducendole nello stesso tempo a sintesi di quella italiana, che, tra le tante, è indubbiamente una di quelle che più manifestano la presenza di professionisti in grado di raggiungere le vette dell'arte.Con questo progetto – ha detto Enzo Malanca, presidente e Ceo di Alma – vogliamo fornire uno strumento efficace per valorizzare in modo adeguato il mondo in cui operano professionisti e grandi maestri, autentici beni culturali viventi, grazie al cui impegno ed alla loro maestria, il patrimonio culinario del nostro Paese risulta noto ed apprezzato a livello internazionale».

Nel corso della serata di lancio sono state devolute due borse di studio, nate in collaborazione con Emmaus, che daranno la possibilità di frequentare un corso di formazione Alma a due giovani ucraini.

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