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Ior, utile 2019 raddoppia a 38 milioni, l'intero dividendo alle casse papali

L’intero utile sarà trasferito alle casse della Santa Sede, quanto mai necessario in un momento di forte difficoltà del bilancio pubblico, in deficit (previsto) di 53 milioni nel 2020 a causa del Covid-19 che ha generato il crollo delle entrate, specie dei Musei Vaticani rimasti chiusi tre mesi

di Ca.Mar.

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Il Torrione di Niccolò V, sede dello Ior (foto imagoeconomica)

L’intero utile sarà trasferito alle casse della Santa Sede, quanto mai necessario in un momento di forte difficoltà del bilancio pubblico, in deficit (previsto) di 53 milioni nel 2020 a causa del Covid-19 che ha generato il crollo delle entrate, specie dei Musei Vaticani rimasti chiusi tre mesi


2' di lettura

L’utile dello Ior nel 2019 risale a 38 milioni, più del doppio dei 17,5 del 2018, e oltre i livelli del 2017 di 31,9 milioni. La banca vaticana ha comunicato i dati di bilancio dello scorso esercizio, approvati in aprile dal Consiglio di Sovrintendenza dell’Istituto presieduto da Jean-Baptiste de Franssu. Il bilancio è stato trasmesso alla Commissione Cardinalizia, che rappresenta l’organismo di controllo e vigilanza sulla gestione dell’Istituto.

I dati «evidenziano la solidità e l’elevata qualità dei dati finanziari dell’Istituto (livello di patrimonio e di liquidità) e la sua conformità ai più elevati standard internazionali. In linea con le indicazioni di Sua Santità Papa Francesco». L’intero utile sarà trasferito alle casse della Santa Sede, quanto mai necessario in un momento di forte difficoltà del bilancio pubblico, in deficit (previsto) di 53 milioni nel 2020 a causa del Covid-19 che ha generato il crollo delle entrate, specie dei Musei Vaticani rimasti chiusi tre mesi.

5,1 miliardi i mezzi amministrati, 630 milioni il patrimonio netto

I dati principali del bilancio: 5,1 miliardi la raccolta da clientela (ordini religiosi, diocesi, dipendenti), poco sopra i 5 dello scorso anno, di cui 3,4 miliardi relativi al risparmio gestito e alla custodia titoli. Il patrimonio netto stabile a 630 milioni, al netto della distribuzione degli utili. In aggiunta, «l’Istituto mantiene un alto livello di liquidità con un coefficiente di copertura della liquidità LCR pari a 443% ed un coefficiente di finanziamento stabile NSFR di 1008%». Nel 2019 è partito il nuovo sistema di pagamenti in adesione al circuito europeo Sepa. «Nel 2019 l’Istituto ha continuato, con rigore e prudenza, a fornire servizi finanziari allo Stato della Città del Vaticano e alla Chiesa Cattolica presente in tutto il mondo. Inoltre, l’Istituto ha proseguito nel suo massimo impegno di assicurare piena e continua adesione ai principi e alla dottrina sociale in tutte le attività operative ed in particolare, come priorità, nei processi di gestione e nelle politiche di investimento del patrimonio proprio e di quello della clientela».

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