Grandi trasformazioni

Iper specialisti sulle svolte di competenze e organizzative

Si tratta di gestire la transizione in una fase di riassetto produttivo e di evoluzione digitale

di Valentina Melis e Serena Uccello

2' di lettura

Il futuro del lavoro, legato a doppio filo alla digitalizzazione, potrà aprire nuove prospettive occupazionali, ma richiederà anche una spiccata capacità degli avvocati di stare al passo con i cambiamenti, grazie a una forte specializzazione. E anche i sindacati dovranno rivedere il proprio ruolo, per seguire con la contrattazione un mondo in rapida evoluzione. Ne è convinto l’avvocato Giacinto Favalli, managing parnter dello studio legale Trifirò & Partners, specializzato nel diritto del lavoro fin dagli anni ’60, che oggi ha 80 professionisti, nella sede principale di Milano e in quelle di Roma, Torino, Trento, Parma e Bergamo. «Non credo che tutte le aziende saranno pronte a licenziare, da giugno», spiega Giacinto Favalli. «C’è chi dovrà procedere a una riorganizzazione - continua - ma ci saranno anche prospettive di sviluppo per molti settori. Credo che si dovrà lavorare sui contratti a termine e sull’evoluzione dello smart working. Il Recovery fund avrà un riflesso sulle aziende, sicuramente nel campo dell’edilizia, dell’economia green, del digitale. È essenziale, però, un rilancio vero delle politiche attive che consenta alle aziende di trovare il personale qualificato del quale hanno bisogno, e che ci sia una riconversione delle professionalità. Il sindacato - aggiunge Favalli - dovrà ripensare il suo ruolo, non solo in chiave assistenziale, ma in chiave dinamica, per favorire una contrattazione che segua i cambiamenti in atto».

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Sulla stessa linea l’avvocato Francesco Rotondi, managing partner di LabLaw, studio legale specializzato nel diritto del lavoro, nato nel 2006, con 50 professionisti e sedi a Milano, Napoli, Torino, Bologna, Roma, Genova, Bari, Messina, Catania, Bolzano e nel Triveneto. «Credo - dice Francesco Rotondi - che si dovrà parlare d’ora in poi di “futuro” e non più di anno o anni prossimi. Il futuro del lavoro sarà segnato dal futuro delle organizzazioni aziendali, dalla tecnologia e dalle competenze. Ho sempre creduto che le relazioni industriali potessero fare la differenza e sono dell’idea che in questo preciso momento storico le parti sociali abbiano un grande responsabilità, unita a una grande opportunità di ricomporre alcuni strappi del passato». Le aziende, poi, secondo Rotondi, «dovranno guardare al futuro delle riorganizzazioni con una variabile in più, quella della “transizione” gestita, e avranno bisogno di riferimenti e competenze altamente specializzate e complesse».

Secondo l’avvocato Roberto Pessi, ordinario di diritto del lavoro all’università Luiss di Roma e fondatore dello studio legale Pessi e associati, 30 professionisti tra Roma e Milano, «ci attende un riassetto del sistema produttivo. Ci aspettiamo l’avvio di alcune procedure di licenziamento collettivo e anche dei licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo. Per i giuslavoristi - aggiunge - la tendenza è quella all’iperspecializzazione. È già così, ma questo trend si accentuerà. La complessità delle materie richiede che per essere sempre aggiornati e competitivi si proceda verso una settorializzazione, anche per aree produttive».

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