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Ipo Nexi al tutto esaurito in un giorno. Già sottoscritto il book degli ordini

di Carlo Festa


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(REUTERS)

2' di lettura

Registra già il tutto esaurito l’Ipo di Nexi. Nel primo giorno di collocamento il book risulta già sottoscritto una volta dagli investitori istituzionali. In campo soprattutto grandi fondi esteri, oltre che italiani, con richieste di taglia anche elevata. Dopo l’ok al prospetto dell’Ipo da parte della Consob arrivato nelle scorse ore (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), e il via libera di Borsa italiana all’ammissione a quotazione del 26 marzo, è previsto che l’offerta delle azioni del gruppo leader nel segmento dei pagamenti digitali (l’ex CartaSi) termini l’11 aprile 2019.

La data di avvio delle negoziazioni a Piazza Affari è prevista per il 16 aprile. Ma è prevedibile che la chiusura sia anticipata, visto l’esito del primo giorno e il buon lavoro del consorzio bancario (composto da Banca Imi, Bofa-Merrill Lynch, Credit Suisse, Goldman Sachs e Mediobanca come global coordinator) e da ben otto bookrunner (Barclays, Citi, Hsbc, Unicredit, Banca Akros, Ubi Banca, Mps e Ubs). Il collocamento è riservato a investitori qualificati in Italia e investitori istituzionali all'estero.

L’Ipo della società guidata dall’amministratore delegato Paolo Bertoluzzo, e controllata da fondi di private equity Advent, Bain e Clessidra avverrà sia con un aumento di capitale per un controvalore massimo di 700 milioni, sia con la vendita di azioni da parte dei soci. In particolare, 125 milioni di titoli saranno ceduti da Mercury UK Holdco (la holding dei tre fondi di private equity) e 21 milioni dagli azionisti di minoranza BancoBpm, Banca Popolare di Sondrio, Banca di Cividale, Credito Valtellinese e Iccrea Banca. L’intervallo di prezzo va da 8,5 euro a 10,35 per azione, pari a un valore di impresa, inclusi i debiti, tra un minimo di 7,1 miliardi e un massimo di 8,1 miliardi e una capitalizzazione tra 5,4 miliardi e 6,4 miliardi, compreso l’aumento di capitale di 700 milioni. Il controvalore dell'offerta è atteso tra circa 1,9 miliardi e 2,2 miliardi.

Sul mercato dovrebbe finire una quota tra circa il 41,5% e il 43,2% del capitale sociale. I proventi dell'aumento di capitale saranno impiegati per ridurre l'indebitamento finanziario del gruppo. Per quanto riguarda la politica dei dividendi, la società punta a realizzare un progressivo incremento della percentuale dell'utile disponibile oggetto di distribuzione (target pay-out ratio), fino ad un target, nel medio-lungo periodo, compreso tra il 20 e il 30% degli utili distribuibili. Non è però prevista la corresponsione di un dividendo a valere sui risultati dell’esercizio che si chiuderà al 31 dicembre 2019.

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