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Ipo di Uber: da Bezos a Murdoch, ecco chi diventerà più ricco in un giorno

di Luca Salvioli


Uber marcia verso la Borsa

3' di lettura

C’è grande attesa per l'Ipo di Uber, che entrerà in contrattazione a Wall Street probabilmente questa settimana. Il pricing è previsto il 9 maggio sera, il trading dal 10 maggio mattina. La quotazione è un momento topico per le startup, e rappresenta il momento del ritorno dell'investimento per chi ha creduto nell'azienda fino a quel momento. Nel caso di Uber non sono pochi. E hanno nomi importanti. Complessivamente Uber ha raccolto 14 miliardi in equity funding, per 29,9 miliardi di dollari di finanziamento in generale.

Le più grandi Ipo della storia
Stando a quanto indicato fino a oggi dall'azienda la valutazione potrebbe arrivare a 91 miliardi di dollari. Forchetta di prezzo tra i 44 e i 50 dollari per azione: nella seconda ipotesi Uber raccoglierebbe 9 miliardi di dollari e sarebbe la tredicesima Ipo più grande della storia: la prima è Alibaba con 21 miliardi di dollari, al sesto posto c’è l’italiana Enel, qui sotto la top 15.

LE 15 PIÙ GRANDI IPO DELLA STORIA

Nel grafico le principali quotazioni al mondo ordinate per raccolta (valori in miliardi di dollari). <b>Fonte: Renaissance Capital</b>

I principali investitori in Uber
Quali sono gli investitori che guadagneranno di più? Il principale è SoftBank, che ha una quota del 16,3% dell'azienda grazie a un investimento di 7 miliardi di dollari fatto nel 2017 comprando quote da investitori in uscita, tra cui una parte di quelle del fondatore Kalanick, a 33 dollari per azione. A 50 dollari per azione, si porterebbe a casa 11,1 miliardi. Secondo investitore è Benchmark, le cui azioni potrebbero essere valutate 7,2 miliardi di dollari. Il fondo di investimento pubblico dell'Arabia Saudita ha una quota che varrebbe 3,6 miliardi, e Alphabet, la holding di Google, ha una quota del genere.

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L’ex ceo Kalanick sarà più ricco di 9 miliardi
Ha una quota rilevante anche Travis Kalanick, il controverso fondatore che dopo scandali vari e dopo la tragica morte della madre in un incidente in barca non è più ceo dal 2017, siede ancora nel board e ha l'8,6% della società. Il giorno dell'Ipo, sarà più ricco di quasi 9 miliardi. La soddisfazione finanziaria non sarà accompagnata dalla dimensione pubblica: da quanto scrive il New York Times , l’ex ceo e fondatore avrebbe chiesto di partecipare al tradizionale suono della campanella il giorno dell’apertura delle contrattazioni insieme al padre. Dara Khosrowshahi, il ceo che da due anni ha il compito di fare dimenticare la Uber “cattiva” rappresentata da Kalanick, in un momento delicato come questo in cui deve convincere gli investitori della bontà strategica di un investimento in una azienda che continua a bruciare miliardi, ha detto no. Anche perché il giorno sarà già di per sè delicato, visto che sciopereranno molti autisti da San Francisco a Washington, per chiedere più sicurezza e garanzie economiche.

Jeff Bezos sarà ancora più ricco
È paradossale, e probabilmente l’immagine più vivida delle polarizzazioni nate con la diffusione delle piattaforme digitali: mentre i precari autisti sciopereranno, fioccheranno miliardi per i miliardari che hanno investito nell’azienda. Sono soprattutto gli investitori della prima ora ad aver fatto il botto. Scorrendo la lista di investitori ci sono nomi sconosciuti e altri molto conosciuti, come Jeff Bezos, l'uomo più ricco al mondo. Il ceo di Amazon ha investito dell'azienda nel 2011 con la sua Bezos expedition. Secondo il sito tech americano The Information, Bezos ha investito 3 milioni di dollari che potrebbero diventare 400 milioni il giorno dell'Ipo. C'è anche Arianna Huffinghton, che è entrata nel board nel 2016 e possiede 22mila azioni. C'è Rupert Murdoch. C'è l'editore tedesco Axel Springer. Oppure l'attore americano Ashton Kutcher, che è tra i primi angel investor. Kutcher ha investito in diverse aziende di successo: secondo Money Check la sua ricchezza individuale è di circa 200 milioni e di questi solo, si fa per dire, 25 arrivano dalla carriera cinematografica.

Tra gli altri nomi che vale la pena menzionare c’è il colosso cinese Baidu, entrato nel 2015, la Tata Capital, braccio finanziario del colosso indiano Tata Group, tra le cui attivià la principale è nel settore automotive con Tata Motors che a sua volta controlla Jaguar Land Rover. Tra i gruppi automotive c’è anche la giapponese Toyota. Nella lista figura inoltre Didi Chuxing, la “Uber cinese”. Ci sono poi grossi nomi della finanza come BlackRock, Goldman Sachs e Barclays. Nomi tech come Microsoft, al pari di Google, Paypal, entrata da pochi mesi con 500 milioni di dollari, e il venture capital californiano Sequoia Investment.

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