al via la ricognizione dei danni

Ipotesi obblighi fiscali sospesi per le imprese di Genova

di M.Per.

(ANSA)

3' di lettura

Un decreto legge per Genova che contenga anche aiuti alle imprese, la nomina di un commissario straordinario (in pole c’è il governatore ligure Giovanni Toti) e una no tax area. Sono queste le misure del Governo in cantiere, per le quali bisognerà però attendere la prossima settimana. Il Consiglio dei ministri straordinario inizialmente ipotizzato per oggi non ci sarà. È ancora in corso la ricognizione avviata sui danni causati dal crollo del ponte e sul fabbisogno delle aziende, da quelle direttamente colpite dal disastro alle altre, in primis le imprese che gravitano nell’area portuale.

«Dobbiamo quantificare non soltanto i danni, ma anche le esigenze aumentate per la sicurezza e quelle viabilistiche, che generano extracosti», spiega il sottosegretario alle Infrastrutture Edoardo Rixi. L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Andrea Benveduti, conferma che il lavoro è in corso, in tandem con la task force istituita al Mise dal ministro Luigi Di Maio che sta provvedendo, d’intesa con la prefettura, a contattare tutte le imprese coinvolte. «L’intenzione è mappare il territorio attraverso una segmentazione a cerchi concentrici, come avviene in caso di terremoto, e suddividendo le aziende per categorie merceologiche», afferma Benveduti. «Procederemo con l’Associazione Industriali e la Camera di commercio, che incontrerò martedì».

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Per la “zona rossa”, quella nell’area del ponte, l’elenco è già pronto in prefettura: si tratta di una ventina di aziende, tra cui spicca per dimensioni Ansaldo Energia. Per le altre servirà più tempo, così come per stilare l’elenco dei danni, dal profitto cessante agli oneri aggiuntivi di trasporto. Da Palazzo Chigi non si esclude che a questo punto la nuova iniezione di fondi, che si aggiunge ai 5 milioni già stanziati per affrontare le spese immediate, arrivi contestualmente alla nomina del commissario straordinario annunciata dal premier Conte già mercoledì scorso, quando è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Tra i papabili c’è proprio Toti, tra gli esponenti azzurri più vicini alla Lega, che ieri è stato proposto dai parlamentari liguri di Forza Italia. E che non si sottrae: «Come Regione siamo pronti a prenderci l’onere per gestire l’emergenza post-crollo insieme ai tecnici che concorderemo con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli». Ma il governatore azzurro, che è già commissario straordinario per i lavori di messa in sicurezza del torrente Bisagno, ha fatto chiaramente capire che serve una legge speciale, capace di garantire procedure più rapide anche per gli appalti, e una struttura subcommissariale operativa.

Nella Lega il suo nome non solleva obiezioni. «Deve essere una persona che abbia grande conoscenza del territorio», sottolinea Rixi. Più cauto il Movimento Cinque Stelle. «Stiamo valutando una rosa di profili», spiegano dal governo. Aggiungendo però che «nella rosa c’è anche Toti».

Se ripristinare la viabilità per evitare l’isolamento del porto è la prima preoccupazione - se ne è parlato a lungo ieri in un vertice in Capitaneria di Porto a cui ha partecipato lo stesso Toti - al ministero dell’Economia si valuta l’istituzione di una no tax area con la sospensione da settembre di tutti gli obblighi fiscali e delle attività di riscossione per le imprese genovesi. L’ipotesi, nata sul tavolo del direttore uscente dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, prevede di applicare anche a Genova la norma dello Statuto del contribuente (legge 212/ 2000) già applicata in caso di alluvioni e terremoti.

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