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Ipotesi Pirellone per la sede dell’Agenzia del Farmaco a Milano. Il dossier a Bruxelles

di Sara Monaci

(Marka)

2' di lettura

Nuove idee per la possibile sede milanese dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco che lascerà Londra a seguito della Brexit, e per la quale il governo italiano sta preparando un dossier di candidatura da inviare a Bruxelles a fine marzo. Tra le ipotesi spunta il Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia, che in buona parte si è svuotato dopo la razionalizzazione degli uffici in Piazza Lombardia, nel nuovo complesso della Regione.

Il Pirellone, di proprietà regionale, costruito negli anni ’50 su un progetto di Gio Ponti e considerato uno dei simboli di Milano, è in questo momento occupato solo nella parte bassa dei suoi 31 piani. Il resto, dicono alcune indiscrezioni, potrebbe essere subito occupato dai funzionari dell’Ema.

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La struttura potrebbe essere infatti sufficientemente grande da ospitare gli 890 professionisti dell’agenzia europea, inoltre dal punto di vista logistico è vicina alla stazione Centrale e ben collegata con il resto della città.

Si è parlato di questa possibilità negli incontri della cabina di regia per il progetto, perché qualcuno sostiene che il trasferimento della struttura europea, qualora fosse l’Italia a vincere con il dossier Milano, dovrebbe avvenire in tempi abbastanza rapidi. La Ue prenderà una decisione a giugno, selezionando una fra le varie città europee che hanno presentato la loro offerta di ospitalità. I paesi che si sono formalmente già fatti avanti sono la Germania, la Repubblica Ceca, la Francia, l’Olanda, la Danimarca.

Invece secondo Giuseppe Bonomi, ad di Arexpo, società proprietaria dei terreni del sito di Expo, il trasferimento dell’Ema non sarà imminente, bensì graduale, probabilmente spalmato in 2 anni. Per questo la stessa Arexpo sta preparando un documento per fine febbraio, in cui metterà a punto la sua proposta per ospitare l’Ema. Nell’area dell’evento universale potrebbe essere quindi costruita una nuova struttura. Si ipotizza di utilizzare in parte ciò che già esiste e in parte di edificare un nuovo spazio. Anche questa ipotesi potrebbe finire nel dossier di candidatura. Inoltre bisogna considerare che proprio nell’area dell’Expo dovrebbero trasferirsi anche aziende del settore farmaceutico.

L’arrivo dell’Ema a Milano sarebbe un fatto fondamentale. L’agenzia non solo ha 890 dipendenti, ma garantisce anche un flusso medio annuale di 100mila visitatori. Un indotto che per la città farebbe la differenza. Ora i tempi stringono: a marzo il dossier verrà inviato a Bruxelles; nel consiglio europeo di aprile verranno prese in esame le candidature; a giugno la decisione.

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