crisi di governo

Ipotesi voto a luglio, sarebbe la prima volta. Il 22 data più probabile

di Andrea Gagliardi

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2' di lettura

L’ipotesi di elezioni poliche a luglio evocata (ma non auspicata) dal capo dello Stato e caldeggiata invece da M5s e Lega (contrari ai governi di garanzia o «neutrali» proposti da Mattarella) sarebbero una doppia novità. Per la prima volta, infatti, gli italiani sarebbero chiamati alle urne in estate inoltrata. In passato si è votato al massimo il 27 giugno. Fu in occasione delle elezioni politiche del 1983 segnate dal tracollo della Democrazia cristiana di Ciriaco De Mita. Non solo. Sarebbe anche la prima volta di due elezioni politiche nello stesso anno. Per non parlare del record della legislatura più corta: nel 1994 e nel 1996 le Camere furono sciolte dopo appena due anni, questa volta si tratterebbe di una manciata di mesi. Calendario alla mano,attualmente, la data più realistica per un voto a luglio è coniderata quella del 22 .

La normativa vigente
Secondo la normativa elettorale vigente, il decreto di scioglimento delle Camere «è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale non oltre il 45° giorno antecedente quello della votazione». Di conseguenza, il tempo minimo in cui è possibile fissare le elezioni politiche dallo scioglimento del Parlamento è di un mese e mezzo, con un massimo di 70 giorni stabilito dall'articolo 61 della Costituzione. In realtà però il periodo minimo di 45 giorni è solo teorico. Un regolamento della legge per il voto degli italiani all’estero fissa infatti in 60 i giorni necessari, a causa degli adempimenti (come la revisione dell’elenco dei cittadini residenti all'estero) relativi al voto, che si esercita per corrispondenza.

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A luglio il 22 la data più probabile
Anche se si dovesse votare a luglio, la data citata in prima battuta da Lega e M5s dell’8 luglio è comunque fuori discussione. Non ci sono i tempi. Bisognerebbe sciogliere le Camere mercoledì prossimo, 9 maggio. Ma il nuovo governo «neutrale» che Mattarella si appresta a varare, anche se dovesse giurare in tempi strettissimi, deve comunque presentarsi alle Camere per la fiducia nei giorni successivi. La prima domenica utile per votare sarebbe in teoria il 15 luglio. Calendario alla mano, però, e considerate le numerose variabili, la data più realistica per un voto a luglio viene considerata attualmente quella di domenica 22 .

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L’ipotesi del voto in autunno
Se le Camere venissero invece sciolte entro la metà di settembre, la finestra per tornare al voto sarebbe tra la fine di ottobre e la fine di novembre: in questo lasso temporale dovrebbero tenersi elezioni regionali in Trentino ed in Basilicata. Se così fosse, l'Italia voterebbe per la prima volta per le politiche in autunno: fino ad ora le elezioni si sono sempre tenute tra marzo e giugno tranne che nel 2013, quando si votò il 24 e 25 febbraio.

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