i «guardiani della rivoluzione»

Iran, l’impero economico alla base del potere dei Pasdaran

Fa capo al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica da un decimo a un terzo dell’economia del paese.


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2' di lettura

Sono quasi uno Stato nello Stato. Il Corpo delle guardie della Rivoluzione islamica, o Pasdaran - della cui squadra di élite il generale Qasem Solimani ucciso il 3 gennaio era il comandante - è un’organizzazione paramilitare dal potere sempre più ampio, alimentato anche dal controllo di un vasto potere economico.

Alcuni calcoli - risalenti a qualche anno fa - indicano che da un decimo a un terzo dell’economia iraniana è nelle mani dei Pasdaran, direttamente o attraverso società controllate. È un impero costruito lentamente, attraverso la rete di veterani, chiamati a gestire - tra l’altro - i patrimoni di coloro che sono fuggiti dal Paese dopo la rivoluzione e la caduta del presidente Abolhassan Banisadr.

Spesso considerati custodi di un’ortodossia religiosa e di una cultura sociale che guarda al passato, i Pasdaran sono in realtà fautori di una modernizzazione autoritaria, che passa anche attraverso lo sviluppo dell’attività economica. Le ultime analisi sulle dimensioni dell’impero economico risalgono però a qualche anno fa e potrebbero essere in parte imprecise.

Al gruppo paramilitare fanno capo in ogni caso holding attive in tutti i comparti dell’economia: nel settore tradizionale delle costruzioni, ma anche nelle telecomunicazioni - anche se la partecipazione nella Tci è stata recentemente ceduta - nella gestione di porti e aeroporti strategici per il commercio internazionale, nei cantieri navali (attraverso la Sadra), nell’automotive (attraverso la Bahman, che costruisce su licenze Mazda).

La più importante controllata è la Ghorb - il cui nome ufficiale è Khatam-ol-Anbia o Sigillo del profeta - conglomerato attivo in molti settori, tra i quali quello petrolifero. Non mancano, tra le numerosissime aziende direttamente o indirettamente detenute dai Pasdaran , imprese del settore militare, probabilmente attive anche nel settore missilistico e in quello nucleare.

È un potere enorme, che ha spinto il presidente Hassan Rouhani a parlare delle Guardie rivoluzionarie come di un «governo armato», che «spaventa» il settore pubblico. Rohani e Ali Khamenei, nel 2018, hanno così chiesto a tutte le forze armate del Paese, compresi i Pasdaran, di vendere le partecipazioni in attività economiche. La cessione di Tci sarebbe stata conseguenza diretta di questo invito. Secondo il giornale americano Iran Times, però, la quota potrebbe essere stata ceduta ad alcuni generali dei Pasdaran.

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