La VIOLAZIONE

Iran: aumentiamo l’arricchimento dell’uranio, altolà di Londra e Berlino

Come preannunciato, alla scadenza dell'ultimatum Ue l'Iran dà seguito alle minacce e inizia ufficialmente la seconda fase del piano per ridurre i suoi obblighi previsti dall'accordo sul nucleare del 2015, portando il livello al 5%, dal 3,67% stabilito dall'accordo con i Paesi europei

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(AP Photo/Ebrahim Noroozi)

Come preannunciato, alla scadenza dell'ultimatum Ue l'Iran dà seguito alle minacce e inizia ufficialmente la seconda fase del piano per ridurre i suoi obblighi previsti dall'accordo sul nucleare del 2015, portando il livello al 5%, dal 3,67% stabilito dall'accordo con i Paesi europei


3' di lettura

Ad un passo dalla scadenza dell'ultimatum Ue, l'Iran dà seguito alle minacce avvia ufficialmente la seconda fase del piano per ridurre gli obblighi previsti dall'accordo sul nucleare del 2015, aumentando il livello di arricchimento dell'uranio al 5%, dal 3,67% stabilito dal documento. Lo ha annunciato il portavoce del governo Ali Rabiei, in una conferenza stampa congiunta con il viceministro degli Esteri Abbas Araghchi e con il portavoce dell'Organizzazione dell'energia atomica iraniana (Aeoi), Behrouz Kamalvandi. Poco dopo è arrivato il monito di Inghilterra e Germani a fermare subito le attività di arricchimento

L'Iran, ha spiegato ai giornalisti il viceministro Araghchi, stabilirà altri 60 giorni come nuova scadenza per i Paesi europei e i colloqui continueranno con l'Ue per soddisfare le richieste di Teheran. La Repubblica islamica chiede inoltre ai Paesi Ue di spingere sullo strumento finanziario Instex - pensato per aggirare le sanzioni americane e consentire la continuazione degli scambi economici fra l'Europa e l'Iran - acquistando petrolio iraniano o fornendo una linea di credito per il Paese. Allo scadere di questi ulteriori 60 giorni Teheran minaccia una «terza tappa» nel processo di superamento dell'accordo sul nucleare del 2015. La decisione di Teheran, attesa, è arrivata allo scadere dei 60 giorni concessi dai Paesi Ue, partner dell'accordo nucleare, perché l'Iran salvasse l'intesa varando misure efficaci per allentare la stretta sul commercio provocata dalle sanzioni Usa.

«Nell'ultimo anno abbiamo dato abbastanza tempo alla diplomazia e ora non stiamo violando l'accordo ma perseguendo i nostri diritti basati sull'accordo. Dobbiamo presentare una denuncia contro gli Stati Uniti e l'Ue per averlo violato», ha sottolineato poi Araghchi. La Repubblica islamica aumenterà anche la produzione di acqua pesante superando il limite attuale imposto dall'accordo del 2015. «Aumentiamo l'arricchimento per fornire il combustibile per la nostra centrale nucleare e al momento non abbiamo bisogno di carburante per il reattore di Teheran», ha concluso il viceministro.

Dopo l'annuncio iraniano sul superamento delle quote di uranio arricchito il premier israeliano Benyamin Netanyahu è tornato a chiedere all'Europa il «ripristino delle sanzioni». Lo sforamento dei livelli previsti, ha aggiunto, ha il solo scopo della «produzione di bombe atomiche». Netanyahu ha poi sottolineato che l'arricchimento dell'uranio a tali livelli «è una mossa molto, molto, pericolosa». L 'Agenzia internazionale per l'energia atomica, da parte sua, ha richiesto un immediato rapporto ai suoi ispettori in Iran « appena verificheranno lo sviluppo annunciato» da Teheran. L'organismo di sorveglianza nucleare delle Nazioni Unite ha confermato di essere a conoscenza dell'intenzione di Teheran di voler superare il limite sull'arricchimento dell'uranio imposto dall'accordo del 2015 ma non ha dato ulteriori dettagli al di là della stringata dichiarazione.

Le notizie in arrivo da Teheran hanno provocato il duro monito del Foreing Office di Londra all’Iran a cui è stato chiesto di fermare «immediatamente tutte le attività» che violano l'accordo sul nucleare. «Ci stiamo coordinando con con gli altri partecipanti al JCPOA sui prossimi passi sulla base dei termini dell'accordo, compresa una commissione congiunta!», ha spiegato un portavoce del ministero britannico degli Esteri. Stessa linea di Berlino: «Siamo molto preoccupati per l’annuncio dell’Iran», ha detto un portavoce del ministero degli Esteri tedesco. Che ha aggiunto: «Chiediamo fermamente all’Iran di bloccare ulteriormente le sue attività». Dal canto suo il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif su twitter ha risposto ai Paesi europei spiegando che i passi successivi «sono reversibili» ma questo dipende solo dal rispetto degli impegni di Francia, Germania e Regno Unito a cui chiede «sostegno politico» e una «ferma presa di posizione per preservare l'accordo nucleare e contrastare l'unilateralismo statunitense». Anche l’Ue ha annunciato la possibilità di un vertice urgente a livello europeo per discutere della questione

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