tensioni nel golfo persico

Iran: Trump autorizza l’attacco, poi ci ripensa. Chiuso lo spazio aereo


Iran: 10 giorni per salvare il patto

4' di lettura

Rischio di escalation nelle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Dopo che alle prime ore di giovedì 20 giugno, le guardie della rivoluzione hanno comunicato l’abbattimento di un drone Usa, la Casa Bianca ha invitato per le 15 (le 21 italiane) i leader del Congresso Usa per un briefing. Donald Trump avrebbe approvato attacchi militari mirati contro l’Iran come risposta, ma poi avrebbe cambiato idea. Lo riporta il New York Times, citando alcune fonti secondo le quali alle 19 di giovedì ora locale (l’1 di venerdì in Italia) i funzionari militari e diplomatici erano in attesa dell’attacco dopo l’intenso dibattito delle ore precedenti.
«Una futura risposta militare all’Iran non è stata esclusa», riferiscono intanto funzionari Usa al Wall Street Journa.

L’ordine, poi il contrordine
L’operazione era nella fasi iniziali, con gli aerei già in aria e le navi posizionate, quando è arrivato il contrordine. La Federal Aviation Administration, autorità per il trasporto aereo americano, vieta agli operatori statunitensi, incluse le compagnie aree, di volare nello spazio controllato da Teheran sopra lo Stretto di Hormuz e il Golfo dell’Oman. Secondo Teheran il drone si trovava nello spazio aereo iraniano mentre per Washington viaggiava in quello internazionale. Alla riunione parteciperanno anche i massimi esponenti delle commissioni d’Intelligence e delle Forze armate. Intanto, a New York, il petrolio ha chiuso in rialzo del 5,4%, a 56,65 dollari: il top dallo scorso 29 maggio (come ricorda Radiocor).

Trump: «Voglio pensare sia stato un errore»
Secondo i pasdaran l’abbattimento del drone statunitense è avvenuto nel territorio aereo del distretto di Kouhmobarak, nella provincia meridionale iraniana di Hormuzgan. «Voglio pensare che sia stato un errore da parte di qualcuno, trovo difficile pensare che sia stato intenzionale», ha detto Donald Trump durante il bilaterale con il premier canadese Justin Trudeau. Mentre si intensificano le voci circa una possibile risposta Usa, ad alzarsi è anche la temperatura internazionale.

Iran: atto Usa pericoloso e provocatorio
L'Iran ha invece accusato gli Stati Uniti di «un atto molto pericoloso e provocatorio» e ha sollecitato la comunità internazionale a chiedere che gli Stati Uniti pongano fine alle sue azioni illegali e allo spionaggio con i droni.
L'ambasciatore dell'Iran all’Onu Majid Takht Ravanchi ha detto che un drone americano, nonostante i ripetuti avvertimenti radio, è entrato nello spazio aereo iraniano dopo aver condotto «un sorvolo dello Stretto di Hormuz» in una «chiara operazione di spionaggio». Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è rivolto alla comunità internazionale affinché supporti gli Stati Uniti contro l’Iran, ma il presidente russo Vladimir Putin, che ha affrontato il tema nel corso dell’annuale maratona televisiva, ha definito «una catastrofe» un eventuale attacco Usa alla Repubblica islamica «che potrebbe scatenare un’ondata di violenza e un nuovo esodo di rifugiati». Secondo Putin, Teheran sta rispettando gli impegni dell’accordo sul nucleare del 2015 – accordo contestato dal presidente Usa Trump – e le «sanzioni nei confronti del paese sono infondate».

L’abbattimento del drone
In un comunicato, i pasdaran spiegano che le loro forze di difesa aerospaziali hanno abbattuto un velivolo senza pilota RQ-4 Global Hawk degli Stati Uniti «che viene utilizzato per fornire informazioni». Donald Trump ha definito con un tweet l’azione dell’Iran «un errore molto grande».

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L’abbattimento è un «chiaro messaggio» all’America e prova che Teheran, «anche se non intende fare la guerra a nessuno, è pronta alla guerra», ha detto il comandante delle Guardie della rivoluzione islamica di Teheran, il generale Hossein Salami, in un discorso trasmesso in diretta dalla tv statale iraniana. L’intervento è stato confermato anche da fonti ufficiali Usa. Gli Stati Uniti hanno confermato che l’Iran ha abbattuto un suo drone con un missile terra-aria, affermando che l’abbattimento è avvenuto mentre l’apparecchio telecomandato si trovava in spazio aereo internazionale sopra lo stretto di Hormuz. Lo dichiarano fonti ufficiali americane, citate da alcuni media, fra cui Bbc. I Pasdaran iraniani avevano invece affermato di averlo abbattuto in territorio iraniano. Ennesima tappa di un’escalation di tensione tra i due Paesi che comunque affermano di non essere in conflitto militare. Washington ha accusato Teheran di essere dietro al recente attacco a due petroliere vicino al Golfo dell’Oman. Gli Stati Uniti hanno schierato armi nella regione, mentre l’Iran afferma che le sue forze armate sono pronte a difendere il Paese. L’Iran ha di recente quadruplicato la propria produzione di uranio arricchito, minacciando di proseguire la marcia che potrebbe portare lo stato islamico a livelli di armamento. Il senso è anche quello di provare a fare pressione sull’Europa per ottenere nuovi termini all’accordo del 2015.

Riunione a Vienna sull’accordo nucleare
I Paesi che hanno sottoscritto l’accordo sul nucleare iraniano si riuniranno a Vienna il 28 giugno per monitorare l'attuazione dell'intesa. Si apprende da una nota pubblicata dal Servizio europeo per l'azione esterna (Seae). La commissione congiunta sarà al livello dei direttori politici, e verrà presieduta dal segretario generale Helga Schmid. Partecipano Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito e Iran. Lo scopo della riunione - si legge - è quello di assicurare il rispetto dell'accordo sul nucleare in tutti i suoi aspetti e discutere modi per affrontare le sfide che derivano dal ritiro degli Stati Uniti e dalla nuova imposizione delle sanzioni da parte di Washington sull'Iran, così come i recenti
annunci di Teheran rispetto ai propri impegni.

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