scontri in diverse città

Iran: rivolta contro il caro-benzina, ucciso un agente di polizia

Oltre 1.000 arresti in manifestazioni. Il leader Ali Khamenei sostiene l’aumento dei carburanti deciso dal governo. Severe restrizioni all’uso di Internet in tutto il Paese


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(Ap)

2' di lettura

Non si fermano le proteste in Iran dopo la decisione del governo di aumentare il prezzo della benzina e di imporre un razionamento del carburante. Gli scontri, che hanno causato un numero imprecisato di vittime, sono iniziati venerdì 15 novembre e proseguite nei giorni seguenti in diverse città, tra cui Shiraz, Sirjan, Mashhad, Ahvaz, Gachsaran
e Bandar Abbas, oltre che nell'università di Teheran. «Oltre mille persone sono state arrestate nelle manifestazioni in Iran contro i rincari della benzina avvenute in oltre cento città». Ne dà notizia l'agenzia Fars, citando «una fonte della sicurezza».

Secondo quanto riferisce l'agenzia Isna, domenica 17 novembre un agente di polizia è rimasto ucciso a Kermanshah, nell'ovest del paese, durante scontri nelle manifestazioni. Molte persone hanno continuato a bloccare le strade spegnendo il motore delle loro automobili e suonando il clacson.

La Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, ha manifestato il suo appoggio alla decisione governativa di razionare e aumentare i prezzi della benzina. In un discorso riferito dalla tv di Stato, Khamenei ha anche accusato quelli che ha definito dei “banditi” di avere provocato gli incidenti avvenuti durante le proteste di piazza degli ultimi due giorni contro i rincari.

Come conseguenza delle proteste l’accesso a Internet in tutto l’Iran è pesantemente limitato: è ' quasi impossibile accedere ai servizi email, a Instagram e a Whatsapp, mentre non funzionano i sistemi antifiltro normalmente usati dagli iraniani per accedere a siti e social media vietati, tra cui Facebook e Twitter. La finalità delle restrizioni sembra quella di impedire la diffusione di notizie e video sulle manifestazioni.

La polizia iraniana ha lanciato un monito a coloro che «creano insicurezza e disordine», spiegando che saprà identificare e «affronterà con decisione i provocatori e i capi dei disordini», ha affermato il portavoce, generale Ahmad Nourian.

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