ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùContinuano le proteste

Iran, un’altra studentessa uccisa a manganellate in testa

La stragrande maggioranza dei 290 deputati iraniani ha chiesto oggi che la giustizia applichi la legge del taglione contro i “nemici di Dio” in riferimento agli autori delle “rivolte”

(EPA)

2' di lettura

Nuove proteste si stanno svolgendo in Iran, in particolare nelle università e nel nord ovest del Paese a maggioranza curdo, dove continua la rivolta contro il governo dopo la morte di Mahsa Amini, deceduta dopo essere stata arrestata dalla polizia morale di Teheran con l’accusa di non indossare correttamente l’hijab. E arriva una nuova efferata uccisione.

Una dottoranda di 35 anni, Nasrin Ghadri, che studiava filosofia a Teheran, è morta sabato dopo essere stata picchiata con un manganello dalle forze di sicurezza durante le proteste del venerdì. La ragazza è stata sepolta in fretta all’alba e senza cerimonia funebre per evitare, secondo gli attivisti dell’ong Hengaw, con sede a Oslo, che diventasse un nuovo simbolo della protesta. Le autorità di Teheran hanno poi inviato rinforzi nella zona.

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Indignati dalla morte della donna - originaria di Marivan - numerose persone sono scese in piazza domenica proprio nella città del Kurdistan, cantando “Morte a Khamenei”. I manifestanti hanno bloccato alcune strade. In base alle testimonianze raccolte in alcuni video diffusi sui social media, la polizia ha usato il pugno duro sparando sui dimostranti e ferendo 35 persone.

I deputati invocano la legge dei taglione contro i raduni

La stragrande maggioranza dei 290 deputati iraniani ha chiesto oggi che la giustizia applichi la legge del taglione contro i “nemici di Dio” in riferimento agli autori delle “rivolte” che sconvolgono il Paese da diverse settimane. In una dichiarazione firmata da 227 dei 290 deputati, i legislatori hanno chiesto ai vertici del Paese, magistratura compresa, di applicare quanto prima contro i mohareb (nemici di Dio) la legge del taglione. “Chiediamo al governo di affrontare con fermezza gli autori di questi crimini e tutti coloro che hanno incitato le rivolte, tra cui alcuni politici”, si legge nella dichiarazione.


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