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Iraq, sirene antiaeree nell’ambasciata Usa. Morti e feriti in scontri con la polizia

A scatenare le violenze l’annuncio del leader politico sciita Moqtada Sadr di ritirarsi dalla politica. Numerosi manifestanti nella Zona Verde

Aggiornato il 30 agosto alle 10:40

Iraq: manifestanti pro-Sadr occupano Parlamento

4' di lettura

Tensione alle stelle in Iraq, dove l’esercito ha dichiarato il coprifuoco in tutto il paese a seguito dei disordini scoppiati nella capitale dopo che il leader sciita iracheno Moqtada Sadr ha annunciato il suo ritiro dalla vita politica dopo 20 anni di attività nell’Iraq post-Saddam Hussein.

Nella notte fra lunedì e martedì, sirene antiaeree hanno risuonato nell’ambasciata degli Stati Uniti nella ’Zona verde’ di Baghdad, secondo quanto riporta il media locale Shafaq News. Testimoni sul posto parlano di esplosioni nella zona dove si trovano edifici governativi e ambasciate straniere. Intanto, l’Iran ha chiuso le frontiere con l’Iraq, mentre l’esercito federale iracheno non è intervenuto finora negli scontri armati. Sul terreno sono rimasti da ieri gli agenti delle forze di sicurezza e della polizia dipendenti dal ministero degli interni. Il ministero della difesa e l’esercito attendono ordini dal premier uscente Mustafa Kazimi, che ricopre anche il ruolo di comandante supremo delle forze armate.

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Al Arabiya e Al Iraqiya avevano precedentemente riferito di razzi e colpi di mortaio sparati contro la Zona verde. I miliziani avrebbero utilizzato anche armi pesanti, come appunto mortai, lanciarazzi, razzi Katyuscia e missili Grad.

Sadr, vincitore alle elezioni legislative di ottobre, ha alzato i toni della protesta politica dopo che sabato scorso aveva proposto a tutti i leader politico-confessionali di ritirarsi dai rispettivi incarichi per far posto alle “riforme”. E questo nel quadro del prolungato stallo politico e istituzionale per la formazione del nuovo governo.

Coprifuoco nel paese

A seguito dell’annuncio, numerosi sostenitori di Sadr si sono riversati nelle strade della Zona Verde e sono anche entrati nel palazzo presidenziale della capitale irachena.

L’esercito iracheno ha di conseguenza introdotto il coprifuoco, prima a Baghdad a partire dalle 15.30 locali (le 14.30 in Italia) e poi in tutto il paese per un periodo indefinito, prorogato anche alla giornata di martedì. «Le forze di sicurezza invitano i manifestanti a ritirarsi immediatamente dalla Zona Verde», si legge nel comunicato del Comando delle operazioni congiunte di Baghdad, l’ufficio dell’esercito che riunisce tutte le componenti militari e di polizia preposte alla sicurezza della capitale e dei suoi dintorni. Il coprifuoco è stato introdotto, si legge nel comunicato, «per prevenire scontri o spargimenti di sangue tra gli iracheni».

Lacrimogeni, morti e feriti

Secondo quanto riferisce la tv irachena al Iraqiyam le forze di sicurezza hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla di manifestanti da Sadr di fronte alla sede del Palazzo della Repubblica. Stando alle informazioni diffuse da al Jazeera e al Arabiya, raffiche di fucili automatici e di colpi d’arma da fuoco sono stati uditi nel centro di Baghdad, durante gli scontri tra forze di sicurezza e manifestanti del leader Moqtada Sadr. Alcune fonti parlano di “miliziani filo-iraniani” infiltrati che, secondo le testimonianze raccolte tra i sadristi, hanno aperto il fuoco contro gli agenti di polizia. Secondo al-Jazeera, il bilancio è di almeno 30 morti e 700 feriti.

Nel corso delle manifestazioni i manifestanti fedeli a Sadri hanno bruciato immagini raffiguranti il generale iraniano Qasem Soleimani, defunto capo della Brigata Qods dei Pasdaran iraniani, ucciso in un attacco Usa nella capitale irachena a gennaio del 2020. l’Iran, intanto, ha sospeso i voli per Baghdad.

La tensione era salita nelle settimane e nei giorni scorsi quando i seguaci di Sadr avevano, prima, occupato i locali del parlamento e, successivamente, si erano accampati, per alcune ore, di fronte alla sede del Consiglio superiore della magistratura. Sabato scorso Sadr aveva dato un ultimatum di 72 ore al Csm per lo scioglimento del parlamento e aveva anche invitato tutti i leader politico-confessionali a ritirarsi da ogni incarico istituzionale e pubblico per consentire l’avvio di un processo di riforme.

Il premier uscente iracheno Mustafa Kazimi, intanto, ha ordinato la sospensione fino a nuovo ordine di ogni riunione del consiglio dei ministri.

Appello dell’Onu

Kazimi si è rivolto personalmente a Moqtada Sadr chiedendogli di lanciare un appello ai suoi seguaci, mobilitati in massa a Baghdad, perché abbandonino il Palazzo della Repubblica e si ritirino dalle strade della capitale. Un appello ai manifestanti è giunto anche dall’Onu: «È in gioco la sopravvivenza dello stesso Stato iracheno». In una nota diffusa ai media, la missione delle Nazioni Unite in Iraq (Unami) ha invitato «tutti i manifestanti a lasciare immediatamente la zona internazionale di Baghdad, evacuare tutti gli edifici governativi e consentire al governo di continuare ad adempiere alla sua responsabilità di gestire lo Stato al servizio del popolo iracheno». Commentando le violenze ancora in corso a Baghdad, l’Onu in Iraq ha aggiunto: «Gli sviluppi odierni rappresentano un’escalation molto pericolosa. Le istituzioni statali devono lavorare libere da ostacoli».

Farnesina: fermare subito escalation

«L’Italia esprime forte preoccupazione per i disordini in corso nella capitale irachena, che hanno anche causato vittime e feriti, e rivolge un appello alla moderazione a tutte le parti interessate affinché si ponga fine senza ritardo ad una pericolosa escalation. Il diritto di manifestare liberamente il proprio dissenso non può tradursi in violenza e scontri». Lo afferma una nota della Farnesina.

«È necessario che tutte le istituzioni rappresentative possano funzionare regolarmente nel rispetto della Costituzione e della legge irachena e nell’interesse di tutta la popolazione», prosegue la nota. «L’Italia auspica la ripresa di un dialogo costruttivo fra tutte le forze politiche irachene perché si ponga termine ad una fase di incertezza e si apra la strada ad un Governo ampiamente sostenuto e riconosciuto che offra al Paese sicurezza, stabilità e prosperità».

Turchia, dialogo inclusivo per risolvere i problemi

«Ci auguriamo che gli attuali conflitti politici siano risolti pacificamente e attraverso un dialogo inclusivo e che venga assicurata la pace e il benessere per il popolo iracheno». Lo fa sapere il ministero degli Esteri turco in un comunicato in cui si afferma che «stabilità e sicurezza dell’Iraq sono di vitale importanza per la Turchia». Ankara esprime “preoccupazione” per gli scontri violenti in corso da ieri a Baghdad, dove sono morti almeno 27 manifestanti e sono rimaste ferite 400 persone, seguiti alle proteste dopo l’annuncio del ritiro dalla politica dell’influente predicatore islamico iracheno Moqtada al-Sadr. “Invitiamo tutte le parti ad esercitare moderazione e buon senso” si legge nel comunicato.

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