Medio Oriente

Iraq, si dimette il premier Abdul -Mahdi. Cinquanta morti in due giorni

Dimissioni chieste dall’Ayatollah Ali Sistani

di Redazione Esteri


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(AP)

2' di lettura


Il premier iracheno Adel Abdul-Mahdi ha annunciato le dimissioni. La decisione arriva all'indomani dell'uccisione di decine di manifestanti anti-governativi nel sud dell'Iraq e dopo che la massima autorità religiosa sciita irachena, l’ Ayatollah Ali Sistani, aveva invitato il parlamento iracheno a togliere la fiducia al governo di Adel Abdel Mahdi, sostenuto da Iran e Stati Uniti.
E' di circa 50 persone uccise il bilancio della repressione governativa delle ultime 48 ore; le proteste, in corso da due mesi a Baghdad e nel sud sciita, si sono intensificate negli ultimi giorni.
Sale così a circa 400 uccisi il bilancio delle violenze in due mesi di proteste e repressione. Il maggior numero di vittime si è registrato a Nassiriya, con oltre 20 manifestanti uccisi con colpi sparati dall'esercito al capo e al petto. Altri morti si sono registrati a Baghdad e a Najaf.
Il premier dimissionario Adel Abdel Mahdi, era sostenuto da Iran e Stati Uniti, ma la tensione crescente ha indotto Teheran ad affrancarsi da una posizione sempre più difficile da sostenere.
Nella predica settimanale, tenuta da un suo rappresentante durante la preghiera comunitaria islamica del venerdì nella città santa sciita di Karbala, a sud di Baghdad, Sistani ha chiesto al parlamento di intervenire per cambiare l'equilibrio politico nel Paese e ascoltare le pressanti richieste della popolazione.
«Il Parlamento, da cui il governo trae sostegno, deve rivedere la sua scelta riguardo all'Esecutivo», ha spiegato Sistani, specificando che «va protetto il il sangue dei cittadini (iracheni)».
Le manifestazioni sono iniziate a ottobre a Baghdad e a Nassiriya, per protestare contro il governo di Mahdi: disoccupazione e corruzione sono stati i due nodi sollevati dai manifestanti. L'Iraq, va ricordato, è il secondo produttore di petrolio al mondo e il dodicesimo Paese più corrotto, secondo Transparency International. Una persona su cinque vive al di sotto della soglia di povertà e la disoccupazione giovanile è intorno al 25 per cento.
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, «è profondamente preoccupato per le notizie sull'uso continuato di veri proiettili contro i manifestanti in Iraq, che ha causato un numero crescente di morti e feriti”. In una nota del suo portavoce, Guterres “esorta tutti gli attori ad astenersi dalla violenza e ad avviare un dialogo pacifico e significativo a beneficio dell'Iraq e del suo popolo».

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