Le distanze nella maggioranza

Irini, l’Onu rinnova la missione europea che il Pd vuole convertire a ricerca e soccorso dei migranti (ma la Lega chiude)

Il Consiglio di sicurezza ha prolungato la risoluzione 2292 del 2016 che permette le ispezioni nel Mediterraneo centrale e i dirottamenti di navi sospettate di violazioni dell’embargo sulle armi dell’Onu sulla Libia

di Andrea Carli

Nuova operazione Ue in Libia, niente sbarchi in Italia

3' di lettura

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha rinnovato l’autorizzazione alle ispezioni dell’Operazione Irini per un altro anno. Con il voto di giovedì 3 giugno, ha esteso/prolungato la risoluzione 2292 del 2016 che permette le ispezioni nel Mediterraneo centrale e i dirottamenti di navi sospettate di violazioni dell’embargo sulle armi dell’Onu sulla Libia.

Il braccio di ferro tra Pd e Lega

L’Italia ha il comando dell’operazione con l’ammiraglio Fabio Agostini. Di recente il futuro e i “compiti” della missione sono state al centro di un confronto all’interno della maggioranza tra il Pd da una parte e la Lega dall’altra. Con il segretario Dem Enrico Letta, che quando era presidente del Consiglio ha lanciato la missione umanitaria Mare Nostrum, a chiedere che la missione, che si occupa di assicurare il rispetto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu che dal 2011 vietano il traffico di armi da e per la Libia, venga trasformata «per gestire innanzitutto il save and rescue (la ricerca e il soccorso dei migranti dispersi in mare, ndr)». Una proposta che è stata a stretto giro bocciata dal sottosegretario all’Interno, il leghista Nicola Molteni. «È una provocazione che rischia di essere un clamoroso autogol per l’Italia, perché moltiplicherebbe gli sbarchi nel nostro Paese», ha sottolineato. Mentre i Cinquestelle hanno invitato a non strumentalizzare l’“«ondata di sbarchi a scopo di propaganda politica come fanno Salvini e Meloni». A Draghi spetta il compito di trovare la sintesi delle diverse e posizioni della maggioranza. Spendendo il suo prestigio nelle sedi internazionali per cercare di ottenere solidarietà concreta dall’Europa e impegni seri dai Paesi di partenza in modo anche da allentare le tensioni tra gli alleati di Governo.

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Focus sul rispetto dell’embargo su traffico di armi da e per la Libia

L'operazione militare aeronavale “EURNAVFOR MED IRINI” è nata il 31 marzo dello scorso anno “sulle ceneri” della missione precedente, Sophia, che a differenza di Irini si occupava anche di neutralizzare le imbarcazioni e le strutture logistiche usate dai contrabbandieri e trafficanti sia in mare che a terra e quindi contribuire agli sforzi internazionali per scoraggiare gli stessi contrabbandieri nell’impegnarsi in ulteriori attività criminali. Irini invece si occupa esclusivamente di assicurare il rispetto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu che dal 2011 vietano il traffico di armi da e per la Libia. Irini è stata una conseguenza della Conferenza per la Libia che si è svolta a Berlino a gennaio 2020. In quell’occasione si è concordato sulla necessità di un immediato e duraturo cessate il fuoco in Libia, condizione preliminare per poter iniziare dei colloqui di pace.

Il bilancio dell’operazione

Dal suo avvio il 31 marzo 2020, l’Operazione Irini ha svolto attività di controllo su 3.344 navi mercantili interrogazioni via radio, ha effettuato 133 visite consensuali a bordo delle imbarcazioni (i cosiddetti “approcci amichevoli”) e ha condotto 14 abbordaggi/ispezioni su navi sospette. In 37 casi, questi“approcci amichevoli” sono stati negati dai comandanti delle navi per vari motivi, tra cui questioni legate al coronavirus, possibili ritardi nella consegna delle merci e per ragioni politiche da parte delle autorità nazionali. In 6 occasioni Irini non ha potuto procedere all’abbordaggio e all’ispezione delle navi sospette a causa del rifiuto dello Stato di bandiera.

Libia, Italia: bene rinnovo Onu di Irini per un altro anno

In una nota il ministero degli Affari esteri ha accolto «con grande favore il rinnovo per un altro anno del mandato dell’Operazione Ue Eunavfor Med Irini». Irini, ha sottolineato la Farnesina, «potrà operare per il rispetto dell’embargo di armamenti sulla Libia, contribuendo concretamente all’attuazione degli impegni assunti alla Conferenza di Berlino del 19 gennaio 2020. Irini potrà continuare a svolgere la sua missione in modo efficace e imparziale, come avvenuto sinora e come riconosciuto dalle Nazioni Unite. L’Italia, determinata a contribuire all’obiettivo di una stabilizzazione duratura e sostenibile della Libia, si è impegnata attivamente sin dalla costituzione di Irini, assumendo specifiche responsabilità, a partire dal Comando dell’Operazione e la messa a disposizione di mezzi e personale».

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