rugby

Irlanda regina d’Europa: prima il Sei Nazioni, ora la Champions con l’infallibile Leinster

di Giacomo Bagnasco

(Afp)

4' di lettura

BILBAO - Per la prima volta in vantaggio a due minuti dalla fine il Leinster oppone la propria difesa a uno stremato Racing 92. I parigini non trovano varchi e allora, per cercare i tre punti che darebbero loro il pareggio e prolungherebbero il match ai supplementari, ci provano con un drop. Dalla distanza Remy Talès sbaglia nettamente il calcio di rimbalzo e, come fulminato, finisce a terra. Immobile nella sua disperazione.

Arrivata all'appuntamento decisivo senza ombra di favori nei pronostici, la squadra transalpina ha fatto soffrire fino all'ultimo gli avversari nonostante i due infortuni che hanno colpito i mediani di apertura: fuori Carter, che sarebbe andato in panchina ma ha rinunciato all'ultimo per un guaio muscolare, fuori Lambie dopo tre minuti per uno scontro di gioco e dentro proprio Talès. Se si pensa che i biancocelesti dovevano fare già a meno di un titolarissimo come Machenaud nel ruolo di mediano di mischia e che la pioggia non avrebbe dovuto aiutarli, è un mezzo miracolo che abbiano impegnato allo spasimo il Leinster. Ma certo il miracolo pieno è stato mancato per poco. Intanto perché Iribaren, sostituto di Machenaud, è stato uno dei migliori in campo e con un gioco al piede eccellente ha interpretato ottimamente questo tipo di gara, poi perché gli irlandesi sono parsi più nervosi e meno concreti e precisi del solito.

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Però l'hanno spuntata ancora loro. Cinque finali di Coppe europee (quattro nella Champions, la competizione più importante, e una nella Challenge) e cinque vittorie. Bilancio che il Leinster non condivide con altre squadre. Nessuna è riuscita in un filotto del genere. In più i dublinesi (allenati da Leo Cullen, primo uomo a vincere al più alto livello continentale sia da giocatore che da coach) raggiungono il Tolosa per il numero di Champions portate a casa. E quattro uomini (Healy, Nacewa, Sexton e Toner) sono stati in campo per tutti e quattro i trionfi europei: Edimburgo 2009, Cardiff 2011, Londra 2012, Bilbao 2018.

Bilbao che a sua volta vince una grande scommessa. Per un fine settimana la città si è votata al rugby, ha accolto decine di migliaia di ospiti, ha portato in un gioiello come lo Stadio San Mames la bellezza di quai 85mila spettatori (32mila per la finale di Challenge il venerdì, e 52mila ieri per la Champions, a un soffio dal tutto esaurito) e si è trovata in tasca un bella somma più un incremento a una già altissima reputazione.

Ed eccoci alla partita. Se la sera prima Cardiff Blues-Gloucester - finale di Challenge - era stata spettacolare dall'inizio alla fine, con sei mete e tante altre azioni da meta, Leinster e Racing 92 hanno dato vita al classico match chiuso, condizionato tra l'altro dal tempo. Una battaglia con placcaggi duri, pressione, errori, poche occasioni da meta (nessuna concretizzata), tantissimo lavoro per l'arbitro Wayne Barnes (23 le punizioni fischiate).

In nessun momento gli avanti e i trequarti di una squadra hanno dato l'impressione di prevalere sui reparti avversari. il co-allenatore dei francesi Laurent Labit rimpiangerà di non essere andato all'intervallo sul 6-3. Un “in avanti” volontario di Nakarawa ha consentito a Sexton di pareggiare i conti, “e noi - ha detto - ci siamo giocati un vantaggio psicologico importante”.

Racing in testa di tre punti e Leinster che ogni volta ricuce, sempre con i piazzati. Tanto vale, allora, andare direttamente al 78', il minuto del sorpasso. A seguito di un placcaggio irregolare il Leinster può calciare in touche e giocarsi una rimessa laterale di grande importanza. Ma il meccanismo dei blu, normalmente impeccabile, si inceppa ancora: è il terzo lancio rubato, un'enormità, e i tifosi del Racing possono respirare. Senonché la palla arriva a Thomas, ala francese di talento inestimabile, che tenta il più improbabile dei contrattacchi. Viene catturato e portato fuori. La nuova rimessa di Leinster è ok, la centrifuga offensiva entra in funzione e viene fermata solo da un fuorigioco. Calcio piazzato elementare per Nacewa, cioè 15-12, cioè fine.

Stagione d'oro per l'Irlanda che ha vinto il Sei Nazioni centrando il grande slam e ora con il Leinster si afferma pure tra i club. Un alto numero di giocatori può festeggiare anche “individualmente” per la doppietta: da Sexton a Kearney, da Furlong a James Ryan (votato man of the match), da Ringrose a Toner, e l'elenco non è finito. Nemmeno il triplete in forma ovale è escluso, visto che prima dell'imminente ritiro capitan Nacewa proverà a spingere i suoi ad aggiudicarsi il campionato Pro14. Ma intanto, dice lui, “bisogna celebrare questa vittoria”. Che viene a rafforzare, specifica l'allenatore Cullen, “una speciale storia d'amore tra il Leinster e la Champions Cup”.

LA PARTITA
Leinster-Racing 92 15-12 (primo tempo 6-6). Per il Leinster: 5 calci piazzati (Sexton 3, Nacewa 2). Per il Racing 92: 4 calci piazzati (Iribaren). Calci fermi: Sexton 3 su 5, Nacewa 2 su 2; Iribaren 4 su 5.

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