DICHIARAZIONI 2016

Irpef, conto più salato con il fisco locale

di Marco Mobili e Giovanni Parente


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3' di lettura

Per fortuna dei contribuenti Irpef dal 2016 è scattato il blocco della leva fiscale utilizzata da sindaci e governatori per aumentare il conto delle addizionali . Con le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2016 per dichiarare al Fisco i redditi 2015 da dipendenti, pensionati e autonomi, il dipartimento delle Finanze «conferma il trend di incremento delle addizionali all’Irpef». Quella regionale versata nel 2015 sfiora i 12 miliardi con un aumento del 4,1% rispetto all’anno d’imposta 2014 e un prelievo medio arrivato a 400 euro (erano 380 l’anno precedente). I cittadini del Lazio sono quelli con un esborso oltre la media di ben 220 euro e quindi pari a 620 euro seguiti dai piemontesi che si sono attestati sui 510 euro. Il dissesto sanitario resta all’origine del salasso regionale. Nella provincia autonoma di Bolzano il prelievo si attesta sui 230 euro seguita da Basilicata e Sardegna con 270 euro di media. Nelle casse dei sindaci, invece, l’addizionale Irpef ha assicurato 4,7 miliardi di euro (+5% rispetto al 2014) con un importo medio di 180 euro. Ai romani e ai laziali lo scudetto del prelievo più caro con 250 euro ben lontani dal valore minimo di 60 euro pagato nella Provincia autonoma di Bolzano.

L’altra novità dei dati statistici sulle dichiarazioni dei redditi la regala anche quest’anno il b onus di 80 euro . «Oltre 1,7 milioni di contribuenti - scrive il dipartimento nella nota metodologica che accompagna i dati statistici - hanno dovuto restituire integralmente o parzialmente il bonus ricevuto per un importo di 508 milioni di euro (di cui il 56%, pari a 966mila soggetti, ha dichiarato una restituzione integrale per un ammontare di 394 milioni di euro)». Allo stesso tempo va sottolineato, come spiega il dipartimento, che 1,1 milioni di contribuenti hanno però ottenuto anche la restituzione di ritenute Irpef indebitamente versate, pari a 697 milioni di euro. A confermare l’immagine di un’agevolazione a porta girevole è l’altra faccia della medaglia, ossia gli 1,5 milioni di nuovi beneficiari proprio attraverso la dichiarazione dei redditi. A conti fatti la platea complessiva del bonus Renzi è stata di 11,9 milioni (-1,2% rispetto al 2014) per un ammontare di circa 9 miliardi di euro (+47,5% rispetto al 2014). L’aumento dell’ammontare è dovuto solo al fatto che nel 2015 il bonus è stato applicato per l’intero anno (per complessivi 960 euro rispetto a 640 euro del 2014). Dai dati delle dichiarazioni emerge anche che per il 20% dei beneficiari il bonus spettante è superiore all’imposta netta dovuta per l’anno 2015. In questo caso, spiega ancora i tecnici di via XX settembre, il bonus di 80 euro «ha rappresentato un trasferimento monetario» pari a «902 milioni di euro».

Altra misura introdotta in via sperimentale è il Tfr in busta paga . Una possibilità dallo scarso appeal per i lavoratori dipendenti del settore privato, con almeno sei mesi di anzianità. A optare per la liquidazione mensile fino al 30 giugno 2018, data in cui scade la sperimentazione, sono stati oltre 120mila soggetti pari solo allo 0,6% del totale lavoratori dipendenti per un ammontare di 78 milioni di euro (ed un valore medio di 648 euro).

Più in generale, dalla fotografia delle dichiarazioni 2016 emerge che un contribuente su due dichiara meno di 15mila euro al fisco. Solo il 5,2% dichiara più di 50mila euro ma versa il 38% dell’Irpef totale (pari a 155,2 miliardi di euro per un valore pro capite di 5.020 euro al netto degli «80 euro»). Il reddito medio è di 20.690 euro (+1,8%). Gli autonomi sono la tipologia di lavoratori a dichiarare il reddito più alto: 38.290 euro. Circa 10 milioni hanno un’ imposta netta pari a zero : un numero che sale a 12,2 milioni se si considerano quelli la cui imposta è interamente compensata dal bonus mensile di 80 euro. Pochissimi, invece, i super-ricchi che dichiarano oltre 300mila euro e pagano il contributo di solidarietà : sono solo lo 0,1% del totale pari a 34mila italiani.

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