I dati del Mef

Irpef, la mappa delle addizionali per regione: la più alta è nel Lazio

L'addizionale regionale media è pari a 420 euro. Il valore più alto si registra nel Lazio (630 euro), il valore più basso si rileva in Sardegna (270 euro). È quanto emerge dal report del Mef sulle Dichiarazioni dei redditi persone fisiche (Irpef) e dichiarazioni Iva per l'anno di imposta 2020.

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3' di lettura

L’addizionale regionale Irpef ammonta nel 2020 a circa 12 miliardi di euro (-2,6% rispetto al 2019). L’addizionale regionale media è pari a 420 euro. Il valore più alto si registra nel Lazio (630 euro), il valore più basso si rileva in Sardegna (270 euro). L’addizionale comunale ammonta invece complessivamente a circa 5 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,6% rispetto al 2019, con un importo medio pari a 200 euro, che varia dal valore massimo di 260 euro nel Lazio, al valore minimo di 90 euro in Valle d’Aosta. È quanto emerge dalle dichiarazioni dei redditi 2021, relative ai redditi 2020, comunicate dal Mef.

La classifica regionale

Il Lazio dunque è al primo posto per ammontare dell’imposta sia fronte dell’addizionale regionale che comunale. Per quanto riguarda la prima si collocano sopra la media di 420 euro anche Piemonte (530), Campania (480), Emilia Romagna e Calabria (440). Sotto la media Sicilia (280), Veneto (320) e Toscana (380). In linea Lombardia e Liguria (420). Il Lazio si conferma regione più cara anche per quanto riguarda l’addizionale comunale (260 euro). Sopra la media nazionale di 200 euro solo la Lombardia (220) e la Liguria (210).

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Le nuove tabelle

Le Regioni hanno dato il via intanto all’adeguamento alla riforma fiscale (che ha ridotto da cinque a quattro gli scaglioni, rimodulandoli) e hanno ricalcolato le nuovi addizionali regionali Irpef. A partire da aprile sono state deliberate le nuove tabelle.

Nel Lazio maggiorazione unica sopra i 15mila euro

La regione Lazio ha disposto, per tutti i redditi che superano i 15mila euro, una maggiorazione unica pari all’1,60 per cento. Inoltre, per mitigare gli effetti dell’aumento dei costi dell’energia sostenuti dalle fasce di popolazione meno abbienti, ha previsto, nel 2022, una detrazione dall’addizionale pari a 300 euro, in favore di coloro che percepiscono redditi che non superano i 40mila euro e che non beneficiano dell’esenzione dalla maggiorazione (redditi fino a 15mila euro, a cui si applica solo l’aliquota base).

Le aliquote in Lombardia

La Regione Lombardia ha rivisto le aliquote Irpef, ma solo per i redditi sopra i 75 mila euro, che fino a quest’anno venivano tassati con l’1,74% e dal prossimo anno, invece, vengono premiati con l'accorpamento allo scaglione precedente, con riduzione dell’aliquota all'1,73%. Gli altri, restano invariati. Dunque, a decorrere dal 2022, gli scaglioni di reddito e le relative aliquote dell’addizionale regionale saranno: per i redditi fino a 15 mila euro, l'aliquota è dell’1,23%; per i redditi tra 15mila e 28mila euro, l'aliquota è dell'1,58%; per i redditi tra i 28mila e i 50mila euro, l'aliquota è dell'1,72%; per i redditi oltre i 50mila euro, l'aliquota è dell'1,73%.

Le maggiorazioni in Piemonte

La legge del Piemonte, invece, è intervenuta sulle aliquote di ciascun nuovo scaglione, prevedendo: per i redditi fino a 15mila euro, una maggiorazione dello 0,39%; per i redditi oltre i 15mila e fino a 28mila euro, dello 0,90%; per i redditi oltre 28mila e fino a 50mila euro, dell'1,52%; per i redditi oltre 50mila, del 2,10 per cento.

Le altre regioni

Liguria, Marche e Umbria hanno escluso dalle maggiorazioni i redditi fino a 15mila euro e stabilito, per gli altri scaglioni, nuove percentuali aggiuntive. Nel dettaglio: per i redditi oltre i 15mila e fino a 28mila euro, in Liguria la maggiorazione è dello 0,58%, nelle Marche dello 0,30% e in Umbria dello 0,39%; per i redditi oltre 28mila e fino a 50mila euro, in Liguria più 1,8%, nelle Marche 0,47% e in Umbria 0,44%; per i redditi oltre 50mila, in Liguria più 1,10%, nelle Marche 0,50% e in Umbria 0,60 per cento.

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