teatro

Isabelle Huppert a Firenze: è la nuova Maria la Stuarda di Bob Wilson

Dall’11 al 13 ottobre in esclusiva alla Pergola la grande attrice francese interpreterà «Mary Said What She Said», monologo di Darryl Pinckney con musiche di Ludovico Einaudi. Merito di un’inedita collaborazione con il Théâtre de la Ville di Parigi


Isabelle Huppert in «Mary said what she said», il trailer

2' di lettura

Firenze al centro del grande teatro internazionale. Non è soltanto uno spettacolo con una protagonista e un regista d’eccezione, coprodotto dal Teatro della Pergola e in ospitalità a Firenze l’11, il 12 e il 13 ottobre. Mary Said What She Said, il monologo di Darryl Pinckney dove la grande attrice francese Isabelle Huppert è Maria Stuarda, con la regia, le scene, le luci di Bob Wilson e le musiche originali di Ludovico Einaudi, è l’evento che rappresenta il «varo» di un progetto unico in Europa.

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Huppert «torna» Maria la Stuarda
A teatro Isabelle Huppert ha già incontrato Maria Stuarda: nel dramma di Schiller al Royal National Theatre di Londra nel 1996. In Mary Said What She Said, sola in scena sul palco della Pergola, è guidata da Wilson in un vortice di immagini inebrianti che restituiscono una Regina che ha combattuto per controllare il suo destino e che il giorno prima della sua esecuzione combatte ancora: lotta cercando la giustizia Divina. La vicenda è divisa in tre parti, dall’adolescenza di Maria Stuarda in Francia al ritorno in Scozia e alla prigionia, passando per la guerra religiosa tra cattolici e protestanti, e il disprezzo di Caterina de’ Medici. Maria Stuarda non ha cercato di salvarsi la vita: ha cercato di perpetuarla. Nel suo ultimo mattino era vestita di rosso.

Isabelle Huppert nel nuovo spettacolo di Bob Wilson

Isabelle Huppert nel nuovo spettacolo di Bob Wilson

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Huppert-Wilson, atto terzo
È il terzo incontro artistico tra Huppert e Wilson dopo Orlando di Virginia Woolf, replicato per vent’anni, dall’89 al 2009, e Quartett di Heiner Müller. Lo spettacolo nasce appunto da uno storico accordo tra il Teatro della Pergola di Firenze e il Théâtre de la Ville di Parigi nell’intenzione di restituire al teatro il suo ruolo di fattore attivo nella società, inteso come strumento di partecipazione agli eventi della società stessa. Nel suo cammino verso la propria idea di teatro come combinazione di tradizione e innovazione, con una forte base formativa e l’obiettivo primario di promuovere «il miglioramento dell’uomo», la Pergola si rivolge alle relazioni internazionali come a uno dei veicoli progettuali fondanti e strategici. Il Théâtre de la Ville è il primo interlocutore, all’interno di una rete composta, al momento, dal Teatre Lliure di Barcellona, il Watermill Center di New York, la Norwegian Theatre Academy, l’ArtEZ University of the Arts di Amsterdam.

L’asse Pergola-Théâtre de la Ville
Due prestigiose e storiche istituzioni teatrali si impegnano fianco a fianco nella progettazione di opportunità rivolte ai giovani, secondo gli intenti espressi dalla Carta 18-XXI, manifesto di principi che mettono al centro quanti hanno compiuto 18 anni nel 2018. Una Carta che esprime la visione di un futuro sociale e culturale realmente europeo, un’occasione per rendere disponibili, per quei giovani, contatti e momenti di confronto «non convenzionali» con maestri e professionisti del mondo dell’arte, della scienza, dell’ambiente. Sulla base di questi principi, in ambito teatrale si delinea un percorso progettuale e produttivo (vero rischio culturale da parte delle istituzioni coinvolte) mirato alla preparazione di un attore contemporaneo, sociale, consapevole, europeo.

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