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Ischia, la burocrazia frena l’investimento in fotovoltaico del Regina Isabella

La proprietà dello storico albergo ha un piano da 1 milione, ma non riesce a partire per una serie di paletti posti dalla Soprintendenza

di Vera Viola

2' di lettura

Anche il mondo del turismo è strangolato dal caro energia, nonostante i numeri record della stagione in corso. E quando gli operatori cercano di correre ai ripari progettando l'installazione di impianti solari o fotovoltaici, in molti casi, si vedono bocciare o quanto meno rallentare la propria proposta in sede di autorizzazioni amministrative. Specie se la struttura è nel centro storico di città d'arte o ha vista sul mare.

Bollette proiettate al raddoppio

Succede, a esempio, a Ischia. Il Regina Isabella, lo storico hotel a cinque stelle lusso che fu costruito nel borgo di Lacco Ameno negli anni '50 per volontà di Angelo Rizzoli, accanto alle storiche Terme della Regina Isabella – con 130 camere e 10 milioni di fatturato – è al centro di un “corto circuito” di questo tipo. «La nostra bolletta energetica finora è cresciuta poco grazie a un contratto a prezzo bloccato – racconta Giancarlo Carriero, ad del Regina Isabella – ma dal primo gennaio 2023 crescerà molto: prevediamo un incremento del 50% da 350mila euro annui ad almeno 700mila.

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La transizione ecologica e i paletti della burocrazia

Per evitare un eccessivo aggravio di costi, e non solo, abbiamo progettato un impianto fotovoltaico di ultima generazione da realizzare con un investimento di 750mila euro». Il problema è che la Soprintendenza ai beni paesaggistici di Napoli un mese fa si è fatta sentire. «Ci chiede alcuni rendering – aggiunge Carriero –. È emerso chiaramente che si nutrono perplessità e ciò ci fa temere un iter difficoltoso e incerto». Carriero aggiunge: «Stiamo cercando di dimostrare che i pannelli di ultima generazione non sono affatto impattanti. E sono senz'altro esteticamente più gradevoli delle guaine di asfalto che ricoprono i tetti dei nostri alberghi». Infine, Carriero spiega anche meglio. «Il nostro progetto di impianto da fonte rinnovabile – sottolinea – punta proprio a completare la nostra piccola rivoluzione ecologica. Abbiamo azzerato le emissioni per il riscaldamento dell'acqua utilizzando quella termale ma ciò comporta comunque un alto consumo energetico. La nostra impronta sarebbe molto più lieve se potessimo utilizzare energia solare. E vorremmo poter comunicare ciò ai nostri clienti».

Lo Sheraton (Catania) invita gli ospiti al risparmio energetico

Dalla Campania alla Sicilia, per lo stesso problema si studiano rimedi diversi. Non potendo installare altri impianti sui tetti, allo Sheraton di Catania (170 camere e 7 milioni di fatturato) il ceo Ornella Laneri scommette sul risparmio energetico e nella sua sfida coinvolge gli ospiti. «Nonostante la bolletta elettrica di luglio quest'anno sia salita a 140mila euro contro i 44 mila del 2021 – dice – cerchiamo di non far lievitare i prezzi. Ma chiedo collaborazione agli ospiti». Poi spiega: «In ogni camera trovano un cartoncino con un vademecum sul “Soggiorno responsabile” – aggiunge – chiediamo in pratica di non dispiacersi se non trovano la stanza fredda, di usare il condizionatore quanto strettamente necessario, di non lasciare le luci accese quando sono fuori camera». La Laneri non è nuova a questo genere di collaborazione chiesta agli ospiti del suo hotel. «Nel 2019 – dice – dopo aver ospitato Michelangelo Olivero Pistoletto, pittore e scultore italiano, animatore e protagonista della corrente dell’arte povera, abbiamo avviato un cammino per la sostenibilità, proprio coinvolgendo i clienti. Da allora, all'arrivo, forniamo alcuni “consigli sostenibili”. I nostri clienti ci seguono con entusiasmo. Forse ci scelgono anche per questo».

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