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Iscrizioni a scuola, via alla procedura online dal 9 al 30 gennaio

Per accedere serve lo Spid ma all'infanzia la domanda resta ancora cartacea

di Eugenio Bruno, Claudio Tucci

(BullRun - stock.adobe.com)

3' di lettura

Il cantiere del prossimo anno scolastico è già aperto. nei prossimi giorni il ministero dell’Istruzione diramerà la circolare che disciplina le iscrizioni online. Stando a quanto riferito alle organizzazioni sindacali nei giorni scorsi le famiglie avranno dal 9 al 30 gennaio per scegliere la scuola dei loro figli (circa 1,3 milioni di studenti), inoltrando la domanda per tutte le classi prime della scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado statale. Saranno via web anche le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione professionale erogati in regime di sussidiarietà dagli istituti professionali e dai centri di formazione professionale accreditati dalle Regioni che, su base volontaria, aderiscono alla procedura telematica. Laddove resta volontaria l’adesione degli istituti paritari. Nessuna novità infine per l’infanzia: qui l’istanza resta cartacea.

In base alla bozza di circolare che Il Sole 24 ore ha avuto modo di visionare per procedere sarà necessario avere un’identità digitale: si potrà accedere al sistema utilizzando le credenziali Spid (Sistema pubblico di identità digitale), Cie (Carta di identità elettronica) o eIDAS (electronic IDentification authentication and signature). Entro l’8 gennaio le scuole dovranno aggiornare e pubblicare il Piano triennale per l’offerta formativa (Ptof), che rappresenta il biglietto da visita dell’istituto. Spetta al preside stabilire il numero massimo di alunni accoglibili, tenuto conto di spazi (capienza aule) e organici. I criteri di precedenza sono deliberati dal consiglio d’istituto, a titolo esemplificativo il ministero indica la vicinanza della residenza dell’alunno o particolari impegni lavorativi dei genitori. Non è un click day, quindi non verrà data precedenza alla data d’invio, e l’eventuale estrazione a sorte dovrà rappresentare l’extrema ratio.

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Rispetto allo scorso anno, la circolare contiene due novità. Frutto di altrettanti aggiornamenti normativi. La prima è che alla primaria, dal prossimo settembre, l’educazione motoria arriverà in quarta (due ore in più a settimana); la seconda investe la disciplina dei nuovi percorsi a indirizzo musicale alle scuole secondarie di primo grado.

All’infanzia possono iscriversi i bambini che compiono tre anni entro il 30 aprile 2024. L’articolazione oraria prevede 40 ore settimanali; su richiesta delle famiglie l’orario può essere ridotto a 25 o a 50. Alla primaria possono accedere gli alunni che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2024. Le famiglie, nella domanda, fanno richiesta per il tempo scuola: 24, 27, fino a 30 o 40 ore settimanali (tempo pieno - se ci sono docenti e servizi adeguati). Alle medie l’articolazione dell’orario settimanale è 30, 36 o 40 (tempo prolungato - in presenza di servizi e strutture idonne a consentire l’attività anche nel pomeriggio). Alle superiori nella domanda si sceglie anche l’eventuale indirizzo, e si possono indicare, in subordine, fino a due istituti di gradimento, oltre a quello prescelto.

Sempre a proposito di scuola il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ha illustrato ieri in commissione le linee programmatiche del suo mandato. Tornando sul tema della denatalità e del taglio di scuole (in 10 anni perderemo 1,4 milioni di alunni e 600 istituti, come ricorda la relazione tecnica al Ddl di bilancio), il titolare di viale Trastevere ha promesso che si impegnerà «insieme ai colleghi di governo perchè anche in presenza della crescente denatalità, la dotazione organica dei docenti possa rimanere invariata nei prossimi anni». E ha poi precisato: «In questo orizzonte temporale, le risorse che si libereranno dovranno consentire di recuperare spazi di efficienza e flessibilità per la riduzione della dispersione scolastica, l’istruzione degli adulti, interventi su situazioni di disagio», ha affermato annunciando al contempo che il suo governo modificherà il reclutamento dei docenti al fine di apportare «migliorie» nel sistema concorsuale. Quali lo scopriremo solo più avanti.

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