progetti di bellezza

Ishkar, storia e progetti dell’e-store che vende gioielli e arredi fatti da artigiani di zone di guerra

di Chiara Beghelli

4' di lettura

Ghulam Sekhi è uno degli ultimi vetrai dell’Afghanistan. Soffia nel materiale incadescente nel suo laboratorio di mattoni di fango alla base dell’antica cittadella di Herat. La sua è un’arte antica, che rischia però di scomparire sotto i colpi della guerra che affligge il suo Paese, ma anche dell’arrivo della concorrenza di poco prezzo e ancor più bassa qualità da Oriente. Ogni bicchiere che Ghulam produce è un suo fragile baluardo di difesa. E da tre anni ad aiutarlo c’è anche il progetto Ishkar, un e-store che vende nel mondo creazioni di artigianato provenienti da zone di conflitto.

Flore de Taisne, una dei fondatori

Ghulam è uno de 150 artigiani che oggi lavorano con la piattaforma fondata nel 2016 a Londra da Flore de Taisne e Edmund Le Brun, entrambi 28enni, di ritorno dopo tre anni passati proprio in Afghanistan. Contattano gli artigiani, soprattutto tramite ong locali, mettono a punto il design (anche con la collaborazione di designer indipendenti, come Amelie Pichard per i gioielli), vendono online le loro creazioni. Buona parte del ricavato torna alle stesse ong che poi reinvestono in progetti di formazione dedicati agli stessi artigiani o in servizi per le comunità locali, come scuole e cliniche.

Loading...

Ishkar non è il “solito” sito di prodotti responsabili, la qualità delle sue proposte è molto sofisticata: vi si trovano gioielli con lapislazzuli, tormalina, kunzite e agata, scialli di cammello a tessitura fine, coltelli, tappeti con design di Zaha Hadid e Frank O. Gehry. Si punta sul fatto a mano più che a macchina, su materiali naturali più che sintetici, sulla produzione come cultura e non solo come oggetto di vendita. Una filosofia che Flore ed Edmund racconteranno saranno a Firenze il prossimo 5 aprile, ospiti della decima edizione di Middle East Now, festival di cinema e cultura contemporanea sul Medio Oriente in città dal 2 al 7: presenteranno il loro progetto nel Cinema La Compagnia (alle 20.30, ingresso gratuito), dove allestiranno anche un pop up store. Da Londra, intanto, è Electra Simon, che cura proprio le partnership con gli artigiani, a spiegare come funziona Ishkar e a condividere i prossimi progetti.

Un gioiello

Electra, voi lavorate in zone di guerra, come riuscite a trovare e coinvolgere gli artigiani locali?
Dipende, cambia da nazione a nazione. A volte cerchiamo noi artigiani che lavorano particolari materiali o usano tecniche tradizionali, altre volte sono gli artigiani stessi a contattarci. La maggioranza di quelli con cui collaboriamo si trova in Afghanistan e si tratta di artigiani che lavorano da soli o supportati da ong. Altre volte ci mettiamo in contatto con altre imprese sociali che supportano artigiani che sono stati costretti a lasciare le loro case in Siria, Iraq o Mali e oggi vivono in Libano, Turchia o Burkina Faso. Quando possiamo, poi, viaggiamo per garantire la qualità delle lavorazioni e cercare nuovi design e ispirazioni. Con gli artigiani comunque comunichiamo quotidianamente tramite WhatsApp e Skype.

Oltre alla piattaforma avete anche un negozio fisico a Londra.
Sì, a Marylebone, lo abbiamo aperto nel maggio di due anni fa. Ora siamo basati nello showrooom Goldfinger Factory a Notting Hill. In ogni caso, anche se la maggior parte delle nostre vendite passano online, pensiamo che sia ancora importante avere un negozio fisico. Anche se nel nostro caso, appunto, lo vediamo più come uno showroom, come uno spazio per eventi.

Ishkar, la bellezza di gioielli e arredi contro gli orrori delle guerre

Ishkar, la bellezza di gioielli e arredi contro gli orrori delle guerre

Photogallery23 foto

Visualizza

Cioè organizzate anche eventi, oltre che vendere?
Una volta al mese: discussioni, supper club, proiezioni, tutti accomunati dal voler aprire una finestra su terre già conosciute per la loro cultura, la loro bellezza natuarle, e anche la loro antica artigianalità, prima che se ne parlasse solo per la guerra. È anche molto interessante incontrare dal vivo i nostri clienti e ascoltare le loro storie di viaggio in Afghanistan o Siria, viaggi che sono molto più diffusi di quanto si pensi.

Le persone sono davvero interessate all’eticità di un oggetto?
Assolutamente. È chiaro che le persone oggi diano valore a prodotti sostenibili e fatti eticamente, e speriamo che non si tratti solo di un trend passeggero. La gente è anche sempre più interessata a conoscere la storia di un oggetto. A noi viene sempre chiesto chi è l’artigiano che ha fatto una certa cosa, da dove viene, come ha iniziato a lavorare. Da parte nostra diamo molto spazio a queste storie sul nostro sito.

Dunque anche il vostro progetto probabilmente crescerà, seguendo questo interesse in aumento...
Stiamo lavorando su nuovi tipi di prodotti, anche se vogliamo mantenere alta la qualità non mettere gli artigiani nelle eventuali condizioni di non poter sostenere la domanda. Ma abbiamo anche progetti del tutto nuovi. Di recente, per esempio, nel sito abbiamo lanciato una sezione dedicata alla fotografia, con cui vogliamo dar spazio a nuovi talenti delle zone di conflitto, che trovano un mercato per i loro lavori e nello stesso tempo raccontano cose che raramente passano nei media tradizionali. E contiamo di organizzare una mostra alla fine dell’anno. Inoltre, stiamo lavorando anche a tour in alcuni dei Paesi con cui lavoriamo: in autunno inizieremo da Bamiyan, in Afghanistan, con la guida di Andrew Quilty, un fotografo pluripremiato, e dal Kurdistan iracheno, con l’illustratore George Butler. Chi vuol partecipare ci può scrivere a explore@ishkar.com.

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti