Congiuntura

Ismea: costi agricoli e inflazione in crescita, ma l’indice di fiducia torna positivo

Nel terzo trimestre, inoltre, il valore aggiunto del settore primario ha subito un lieve arretramento su base annua (-1%)

di Emiliano Sgambato

(JackF - stock.adobe.com)

2' di lettura

Aumenta il grado di fiducia tra gli agricoltori ed è iIn miglioramento rispetto allo scorso anno anche i giudizi delle industrie, grazie al buon andamento dell'export. Questo nonostante l’avanzare dell’inflazione e l’innalzarsi degli indici dei costi agricoli. È il quadro tracciato da Ismea nel Rapporto Agrimercati.

«La congiuntura del settore agroalimentare nel terzo trimestre e quarto trimestre dell'anno – nota Ismea – appaiono fortemente condizionate dal perdurare della fiammata dei prezzi delle materie prime, che rischia globalmente di frenare la ripresa economica fino a questo momento molto più rapida e consistente del previsto».

Loading...

Sotto la spinta dell'aumento del prezzo petrolio, praticamente raddoppiato nell'arco di un anno e dei rincari record dei prodotti energetici e delle altre materie prime, «i mercati agricoli internazionali stanno reagendo con forti tensioni al rialzo (+31% a ottobre il Food price index della Fao su base annua, trainato da oli vegetali, cereali e zucchero)».A

Secondo l'indice elaborato da Ismea, «l'incremento dei listini agricoli registrato nel terzo trimestre è stato del 14,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sintesi dell'aumento di quasi il 20% dei prodotti vegetali e del 10% di quelli zootecnici».
Nello stesso periodo è stato rilevato un aumento dei prodotti energetici (+24,4%), dei mangimi (+8,4%) dei ristalli (+7,3%) e dei concimi (+10,8%).

Nel terzo trimestre, inoltre, il valore aggiunto del settore primario ha subito un lieve arretramento su base annua (-1%), mentre il numero di occupati è rimasto per lo più stabile sul livello dell'analogo periodo del 2020 (+0,3%), a fronte di un lieve calo delle ore lavorate (-0,5%).

Tuttavia Ismea nota che «nonostante l'impennata dei costi di produzione sia fonte di preoccupazione per gli operatori del settore, è aumentata, nel terzo trimestre dell'anno, la fiducia degli agricoltori e degli imprenditori dell'industria alimentare italiana» con il relativo indicatore che si è portato per la prima volta dopo oltre due anni su terreno positivo, soprattutto in conseguenza del miglioramento delle aspettative per il futuro.

L’ottimismo dell’industria è dettato dal «decumulo delle scorte» e da un export che a settembre ha raggiunto il valore di 37,7 miliardi di euro (+12,6% su base annua), lasciando prevedere il raggiungimento di valori record e il superamento della soglia dei 50 miliardi di euro a fine anno. Guidano l’export i vini (+15,5% in valore, +8% in volume rispetto al periodo gennaio-agosto 2020), i formaggi e latticini (+11% in valore, +9% in volume) e i prodotti della panetteria e pasticceria (+18% in valore e +16% in volume). Hanno subìto, invece, una battuta d'arresto le spedizioni oltre confine di pasta (-9% in valore, pari al -14% in volume) e dei preparati e conserve di pomodoro (-2% in valore, -10% in volume), per i quali il confronto avviene con un anno in cui l'export aveva raggiunto valori particolarmente alti.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti