Marina

Isotta Fraschini di Bari progetta nuovo motore industriale

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

Un nuovo motore industriale in transizione verso l'idrogeno, in validazione tra il 2025 ed il 2026. Ci lavorano gli ingegneri ed i ricercatori della Isotta Fraschini Motori -spa a socio unico Fincantieri che a Bari, da 60 anni, progetta e costruisce soprattutto motori diesel marini - nell'ambito di un piano complessivo di rilancio chiamato IFuture.

A finanziare il mega progetto, che prevede anche altri 3 macro obiettivi, è la Regione Puglia ed il suo braccio operativo Puglia Sviluppo, con un contratto di programma da 26,5 milioni, di cui 16,5 milioni a carico della finanza pubblica.«La progettazione, validazione, messa in produzione e ingresso sul mercato del nuovo motore, per applicazione sia marina che industriale, avverranno dal 2025-2026 in poi» spiega Giovanni Bruni, direttore operativo, dal 2019, dello stabilimento barese. Per questo l'azienda, che occupa oggi 135 addetti e fattura 32 milioni, ha già dato il via, da qualche settimana, alla costruzione di un centro di innovazione e sviluppo e assunto 14 dei 32 ingegneri, previsti nel progetto di rilancio che dovrà concludersi, come stabilisce il contratto di programma, entro il 2023.

Loading...

Nel centro di innovazione – che potrà contare anche sui 3 dottorati di ricerca frutto della partnership scientifica concordata con il Politecnico di Bari -verranno messe a punto le specifiche del nuovo motore, scelta la configurazione più promettente in termini di perfomance/costo, progettato il concept ed il sistema di combustione con diversi combustibili (gasolio, gas metano, gas prodotti da attività produttive).Infine la progettazione e il test di un motore monocilindro da ricerca, cui seguirà quella conclusiva del motore finale e dei suoi componenti. Insieme al nuovo motore, l'investimento compreso nel progetto IFuture riguarda anche una versione industriale degli attuali motori che consentirà alla IF di rientrare, da gennaio 2022, nel mercato dei gruppi elettrogeni industriali su terraferma, dopo anni di iper specializzazione nei motori marini. Come l'ultimo realizzato, il VL1716C2, motore diesel 4 tempi, 16 cilindri, con sistema ad iniezione elettronica common rail ad alta pressione che, con la sua potenza di 2200 kw., potrebbe generare energia per 700 abitazioni e che sarà montato, tra pochi mesi, su una nave militare italiana. Il ritorno al motore industriale «allargherà il nostro mercato – dice Bruni – r conservando il nostro core business dei motori marini», per navi da crociera, motovedette militari, forze di polizia e capitanerie di porto, anche straniere. Nel piano IFuture vi sono anche investimenti per realizzare un sistema di monitoraggio e manutenzione, avanzato, dei motori attuali e studiare sistemi di power management, dunque di propulsione ibrida, che gestiscano più fonti di produzione di energie differenti, quali fuelcell, batterie, motori a combustione interna con diversi combustibili, turbine e anche rinnovabili ed altri, con lo scopo di integrare i motori attuali e futuri per ottimizzare la fornitura di energia in apparati complessi.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti