Medio Oriente

Israele, stato di massima allerta dopo l’attacco a Tel Aviv

Ucciso l’attentatore. Aveva 29 anni e militava nelle “Brigate dei martiri di al-Aqsa”, formazione legata ad al-Fatah ma con stretti legami alla Jihad islamica

Aggiornato l’8 aprile alle 16:35

Israele, attentato a Tel Aviv: morti e feriti

3' di lettura

È stato trovato a Jaffa e ucciso dopo una sparatoria Raed Fathi Hazem, 29 anni, originario di Jenin. Era il terrorista che giovedì sera ha sparato sulla folla in una delle vie centrali e molto frequentate di Tel Aviv, uccidendo due persone e ferendone almeno altre 12. La caccia all’uomo da parte delle forze speciali si è conclusa in nottata.
Intanto è salito a 3 il numero delle vittime: all’ospedale Ichilov della città è morto Barak Lufan gravemente ferito durante l’attacco. Lufan aveva 35 anni, padre di 3 figli era del kibbutz di Givat Shmuel. Secondo i suoi social media, era allenatore della squadra paralimpica israeliana e di quella nazionale di kayak.

Con la morte di Lufan sale a 14 il numero complessivo delle vittime di 4 attentati palestinesi in poco più di 2 settimane.

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Oggi la polizia israeliana ha dislocato 3.000 agenti a Gerusalemme per affrontare possibili tensioni durante le preghiere nella Spianata delle Moschee per il primo venerdì del Ramadan. Israele «resta in massima allerta» per «ogni altro attentato o attacchi imitativi» ha detto il premier Naftali Bennett dopo l’attentato. Bennett, dopo aver detto che Israele «vincerà», ha poi ringraziato le forze di sicurezza, e in mattinata ha presieduto una riunione di sicurezza con il ministro della difesa Benyamin Gantz e della Sicurezza Pubblica Omar Bar Lev.

L’attentato

L’attacco di matrice palestinese è il quarto che subisce Israele nel giro di due settimane. Subito dopo gli spari non era chiaro se i terroristi fossero due o una persona sola. Ma poi le testimonianze hanno chiarito che si era trattato di un singolo attentatore. Il portavoce della polizia Eli Levy ha affermato al canale televisivo Channel 13 che «un terrorista ha aperto il fuoco a distanza ravvicinata e poi è fuggito a piedi. Numerose persone sono rimaste ferite».

Security forces gather at the scene of a shooting attack in Dizengoff Street in the centre of Israel's Mediterranean coastal city of Tel Aviv on April 7, 2022. - At least two people were killed and several wounded during an attack in the Israeli city of Tel Aviv on April 7, a hospital said. It is the latest incident among a surge of violence in Israel and the West Bank since late March. (Photo by Ahmad GHARABLI / AFP)

La caccia

Tutti i mezzi pubblici del centro sono stati bloccati mentre gli agenti e le forze di sicurezza hanno avviato la caccia all’uomo che si è protratta per nove ore durante le quali agli abitanti del centro di Tel Aviv è stato chiesto di restare nelle proprie abitazioni mentre in alcune zone le ispezioni erano condotte di casa in casa. In quel lasso di tempo l’autore dell’attentato ha percorso un tragitto di diversi chilometri, fra Tel Aviv e Jaffa.

Hamas esulta

Il primo ministro Neftali Bennet ha monitorato la situazione dal quartier generale dell’esercito. La tensione nel paese è molto elevata dopo i recenti attacchi portati da militanti palestinesi hanno causato la morte di undici persone. «Condanniamo con forza l’attacco terroristico in Israele. Siamo con le vittime e le loro famiglie» ha twittato il segretario di Stato americano, Antony Blinken.

In tarda serata il movimento islamico palestinese di Hamas ha lodato l’attacco sferrato nel centro di Tel Aviv e nel quale hanno perso la vita due civili israeliani. «Le operazioni di resistenza sono una risposta naturale ai crimini di Israele contro il popolo palestinese», ha detto alla televisione al-Jazeera un alto funzionario di Hamas, Mushir al-Masri. Il gruppo terroristico non ha però rivendicato la responsabilità dell’attacco.

L’identikit del terrorista

I servizi di sicurezza israeliani hanno identificato il palestinese autore dell’assalto e al momento ritengono che abbia organizzato l’attentato da solo. È entrato in territorio israeliano attraverso un varco nella Barriera di sicurezza. L’uomo, ha riferito la radio militare, si chiamava Raed Fathi Hazem, aveva 29 anni e viveva a Jenin, nella Cisgiordania settentrionale. La sua famiglia, a quanto risulta, è identificata con al-Fatah. Nelle moschee di Jenin è stato affermato stamane che militava nelle “Brigate dei martiri di al-Aqsa”, una formazione legata ad al-Fatah ma anche con stretti legami alla Jihad islamica.

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