Medio Oriente

Israele, a Gerusalemme weekend di tensione e scontri. Hamas incita all’Intifada

Tensione alta per il possibile sgombero di palestinesi dalle loro case a Gerusalemme Est, rivendicate da coloni ebrei. Lunedì la sentenza della Corte israeliana

Israele, guerriglia urbana a Gerusalemme: oltre 170 feriti

2' di lettura

Si infiamma la protesta a Gerusalemme e Hamas parla di “nuova intifada”. È di 200 feriti il bilancio degli scontri scoppiati fra palestinesi e polizia israeliana nella Spianata delle moschee.

Lunedì la sentenza sugli espropri ai palestinesi

Le proteste palestinesi vanno avanti dall'inizio del Ramadan contro le restrizioni della polizia in quello che è un classico luogo di ritrovo al termine del digiuno nel mese sacro, ma la tensione è particolarmente alta negli ultimi giorni per il potenziale sgombero di palestinesi dalle loro case a Gerusalemme Est, nel quartiere di Sheikh Jarrah, in territori rivendicati da coloni ebrei. Sono decine i palestinesi coinvolti in questa lunga battaglia legale con i coloni che provano ad acquisire la proprietà della zona e una sentenza in merito è attesa per lunedì.

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L’invito all’Intifada di Hamas

Unione europea e Stati Uniti hanno lanciato un invito alla calma, mentre israeliani e palestinesi si preparano a nuove proteste nei prossimi giorni. Hamas, che governa nella Striscia di Gaza e si oppone all'esistenza di Israele, ha chiesto una nuova Intifada: «Quello che sta avvenendo a Gerusalemme è un'Intifada che non si deve fermare», ha detto il leader del gruppo, Ismail Haniyeh, in un'intervista rilasciata a un'emittente gestita da Hamas, avvertendo poi il premier israeliano Benjamin Netanyahu di «non giocare col fuoco».

Scontri iniziati dopo la preghiera sulla Spianata

Non è chiaro esattamente cosa abbia scatenato le violenze ad Al-Aqsa. La polizia israeliana era dispiegata in grande quantità in tenuta anti-sommossa mentre migliaia di fedeli musulmani tenevano le preghiere della sera nella Spianata. In serata, e poi nella notte, si sono affrontati gruppi di manifestanti che hanno lanciato sassi contro gli agenti mentre dall'altra parte poliziotti sparavano proiettili di gomma e granate stordenti.

Il compound della moschea Al-Aqsa è il terzo sito sacro dell'Islam ed è anche un sito sacro per gli ebrei, che lo chiamano Monte del Tempio perché è il luogo dei templi biblici. È da tempo un luogo critico nel conflitto israelo-palestinese ed è stato l'epicentro dell'intifada palestinese del 2000.

Weekend a rischio per ricorrenze simboliche

«La violenza e l'incitamento sono inaccettabili e gli autori di tutte le parti devono essere ritenuti responsabili», ha detto il portavoce del servizio di azione esterna della Ue, l'ufficio dell'Alto rappresentante Josep Borrell. Mentre gli Usa hanno condannato le violenze chiedendo di abbassare la tensione: «Gli Stati Uniti sono estremamente preoccupati per gli scontri in corso a Gerusalemme», ha fatto sapere il dipartimento di Stato. Gli occhi sono ora puntati sui prossimi sviluppi. Nella “Laylat al-Qadr”, cioè la “Notte del destino”, la più sacra del mese musulmano di Ramadan, sabato sera, i fedeli si radunano nella moschea di Al-Aqsa per pregare.

E domenica sera comincerà il “Jerusalem Day”, festività nazionale in cui Israele celebra la sua annessione di Gerusalemme Est e i religiosi nazionalisti tengono parate e altre celebrazioni in città. Per lunedì, poi, è atteso il verdetto di una Corte israeliana sugli sfratti dei palestinesi.

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