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Israele, per gli Usa sono legittimi gli insediamenti in Cisgiordania

Pompeo ammorbidisce la posizione americana sugli insediamenti civili dei coloni israeliani in Cisgiordania. modificando una posizione contraria americana che durava da 40 anni

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Israele aspetta Gantz, pochi giorni per il nuovo esecutivo

3' di lettura

NEW YORK - «Gli insediamenti dei coloni israeliani in Cisgiordania per gli Stati Uniti non sono più contrari al diritto internazionale». Lo ha detto il segretario di Stato Mike Pompeo in una conferenza stampa annunciando un pronunciamento a breve di Donald Trump sulla questione israelo-palestinese. Il presidente nelle prossime settimane potrebbe presentare il suo piano di pace per il Medio Oriente di cui, sotto traccia, l’amministrazione parla da mesi con investimenti economici per i palestinesi.

Pompeo ha cambiato la posizione americana sulle colonie in Cisgiordania, rinnegando un parere legale dello stesso Dipartimento di Stato che risale al 1978, all’epoca della presidenza Carter.

«Dopo aver esaminato con attenzione tutti gli argomenti di questo dibattito giuridico – ha detto il capo della diplomazia Usa – abbiamo concluso che l’insediamento delle colonie di civili in Cisgiordania non è contrario al diritto internazionale».

Gli Stati Uniti quindi legittimano gli insediamenti israeliani nella West Bank conquistati durante la guerra del 1967 dopo quarant’anni di opposizione. Terra di Israele, dunque, e non più, almeno in linea teorica, dei palestinesi.

Si tratta dell’ennesima apertura di Trump, la terza decisione importante, verso Israele e contro i palestinesi. Nel 2017, come si ricorderà, Trump aveva riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele. E nel 2018 gli Stati Uniti hanno formalmente aperto la loro ambasciata nella città: in precedenza gli Usa avevano sempre sostenuto la posizione internazionale sullo status di Gerusalemme che sarebbe dovuto essere deciso dalle parti in conflitto, israeliani e palestinesi.

A marzo, dopo 52 anni di occupazione, Trump inoltre ha riconosciuto la sovranità di Israele sulle Alture del Golan, territorio siriano al confine tra Libano e Israele dove operano i militanti Hezbollah sostenuti dall’Iran. Ennesimo regalo di Trump al primo ministro Bibi Nethanyau: «Grazie per aver accettato un’altra mia richiesta che serve gli interessi delle nostre nazioni e della regione», aveva scritto il leader israeliano, che conosce Trump dai tempi in cui era ambasciatore israeliano a Washington.

Trump con quest’ultima decisione dà una mano, di nuovo, a Nethanyau che in queste settimane sta lottando per riuscire a restare al potere, dopo due elezioni finite senza un chiaro vincitore quest’anno, con l’ultimo voto a settembre che ha visto emergere il centrista Benny Gantz, ex capo militare israeliano, del partito “Blu e bianco” ora incaricato di formare un governo di coalizione.

Qualche settimana dopo il riconoscimento della sovranità israeliana sulle Gole del Golan l’amministrazione americana, sempre in chiave pro-Israele, aveva iscritto i pasdaran iraniani nell’elenco delle organizzazioni terroristiche.

Le Guardie della Rivoluzione sono un’organizzazione paramilitare formata nel 1979 a difesa dei nemici interni ed esterni dello stato religioso instaurato con la rivoluzione khomeinista. I Pasdaran rispondono direttamente al leader iraniano Hassan Rouhani, ma operano in maniera indipendente come forza militare regolare e hanno vasti interessi economici.

Nella lista dei gruppi terroristici del Dipartimento di Stato americano ci sono una sessantina di organizzazioni, come al-Qaida, vari gruppi legati all’Iran come gli Hezbollah libanesi, diverse fazioni di militanti palestinesi. Ma nessuna di queste organizzazioni è un corpo militare di uno stato sovrano come lo sono le Guardie della Rivoluzione.

La reazione dell’Unione europea, intanto, non si è fatta attendere, per bocca dell'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini: tutte le attività di
insediamento sono illegali ai sensi del diritto internazionale ed erodono la fattibilità della soluzione a due Stati e le prospettive di una pace duratura, come ribadito dalle Nazioni Unite, Risoluzione del Consiglio di sicurezza 2334».

Per approfondire:
Israele, Netanyahu vuole annettere gli insediamenti in Cisgiordania
Trump riconosce a Israele sovranità sul Golan. Russia critica

Riproduzione riservata ©
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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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