Medio Oriente

Ancora razzi di Hamas su Tel Aviv e raid israeliani nella Striscia di Gaza

Almeno dieci persone, tra cui due donne e otto bambini sono stati uccisi sabato notte in un attacco israeliano nel campo profughi di Al-Shati

Articolo aggiornato il 16 maggio alle ore 10.30

Gaza: raid israeliani abbattono la torre che ospita al Jazeera

5' di lettura

Ancora una nottata di combattimenti fra Israele e Hamas, mentre aumentano gli sforzi diplomatici per riportare la calma. Dopo gli attacchi notturni lanciati da Gaza verso l'area di Tel Aviv, stamane Hamas ha ripreso a bombardare con intensità le località israeliane più vicine alla Striscia. Al tempo stesso l'aviazione israeliana afferma di aver colpito la scorsa notte un centinaio di obiettivi a Gaza, anche nel tentativo di distruggere la rete di bunker militari allestiti da Hamas. Il ministero della sanità di Gaza riferisce che in quegli attacchi 5 civili sono morti e 40 sono rimasti feriti.

In nottata il premier Benyamin Netanyahu - rispondendo implicitamente a critiche dagli Stati Uniti - ha osservato che «mentre Hamas colpisce intere città in Israele, Israele si sforza al massimo di non colpire a Gaza persone non coinvolte nei combattimenti». Le operazioni militari proseguiranno «per quanto necessario», lasciando intendere che per ora Israele non è interessato a un cessate il fuoco. Il consiglio di difesa del governo si riunirà nel pomeriggio. poco prima dell'inizio di una riunione urgente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, ha invece convocato per martedì un vertice straordinario dei ministri degli Esteri dell'Ue.

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Da Gaza 2.900 razzi, 1.150 intercettati

Dall'inizio del conflitto da Gaza sono stati lanciati verso Israele 2.900 razzi, ma 450 di essi si sono rivelati difettosi e sono caduti all'interno della Striscia. Lo rende noto il portavoce militare israeliano. Le batterie Iron Dome hanno intercettato 1.150 razzi. Altri ancora sono caduti in zone aperte. Nelle ultime 24 ore, secondo il portavoce, Israele ha colpito a Gaza 90 obiettivi di Hamas e della Jihad Islamica.

Distrutta sede Al Jazeera e agenzie internazionali

Le forze israeliane hanno distrutto la torre Al Jalaa a Gaza city, un alto edificio dove hanno sede diversi media, fra cui Al Jazeera e l'agenzia stampa statunitense Associated press. Le forze israeliane avevano avvertito gli occupanti dell'edificio con un'ora di anticipo sull'attacco. C’è stato anche un avvertimento con il sistema del 'roof knocking', ovvero un razzo contro il tetto che non ha causato seri danni.

Secondo alcuni reporter che operavano nel palazzo prima della sua distruzione, l'edificio non veniva usato da Hamas per le sue operazioni, e l'iniziativa israeliana rappresenta quindi un'intimidazione alla stampa attiva sullo scenario di guerra in corso. Un portavoce dell’esercito israeliano, senza citare esplicitamente il caso, ha dichiarato che tutti gli edifici oggetto di bombardamenti erano sedi operative di Hamas.

L’intervento della Casa Bianca

«La sicurezza dei media è una responsabilità essenziale», ha affermato la Casa Bianca in una nota in cui commenta la distruzione dell'edificio della stampa a Gaza City, dove si trovava anche l'ufficio dell'Associated Press. «Sconvolti e inorriditi», così in una nota la Associated Press sull'attacco a Gaza City con cui Israele ha distrutto un'intero edificio che ospitava molti media internazionali, tra cui anche l'ufficio dell'agenzia di stampa americana.

Il bilancio degli scontri

Si aggravava intanto il bilancio delle vittime del raid aereo israeliano sul campo profughi di al-Shati, a Ovest di Gaza City. Secondo quando riportano i medici dell'enclave palestinese altri due bambini hanno perso la vita a causa del bombardamento. Salgono così a otto i minori uccisi, mentre sono due le donne che hanno perso la vita nei raid. Si tratta di dieci persone appartenenti tutti alla stessa famiglia, quella di Abu Hatab, che viveva nel palazzo di tre piani colpito. Sale così a 144 il numero delle vittime causate dai raid israeliani sulla Striscia di Gaza. Lo riferisce il ministero della Salute di Hamas. Tra le vittime vengono segnalati 37 bambini e 22 donne.

Da registrare, nella sesta giornata di altissima tensione tra Israele e palestinesi, anche la morte un israeliano di 50 anni, ucciso da un razzo lanciato da Gaza su Tel Aviv e i suoi dintorni in quella che è stata definita una risposta all'attacco al campo profughi di al-Shati.

Telefonata tra Biden e Abu Mazen

Sabato la prima telefonata, da quando è stato eletto alla guida degli Usa, tra il presidente americano Joe Biden e il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. I due hanno parlato degli ultimi sviluppi a Gaza. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa nel corso della telefonata i due leader avrebbero concordato sulla necessità di puntare alla calma e di ridurre le violenze nella Regione. Il presidente palestinese avrebbe poi chiesto all’amministrazione Usa di intervenire «per mettere fine agli attacchi israeliani». Biden, prosegue la Wafa, ha assicurato che gli Usa stanno già facendo sforzi con le parti interessate per raggiungere quello scopo. Biden avrebbe poi confermato l'impegno degli Stati Uniti per la “Soluzione dei due Stati” e ha criticato ogni «misura unilaterale» di insediamento.

Mediatore Usa a Tel Aviv

L'inviato degli Stati Uniti Hady Amr è a Tel Aviv per i colloqui finalizzati a raggiungere una de-escalation tra israeliani e palestinesi della Striscia di Gaza. Avrà colloqui con rappresentanti israeliani, palestinesi e delle Nazioni Unite con l'obiettivo di giungere a un cessate il fuoco. Lo riporta la Bbc. L'ambasciata americana in Israele ha spiegato che la missione di Amr ha come obiettivo quello di «rafforzare il lavoro verso una calma sostenibile».

L’offensiva di Israele

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Biden: «Palestinesi e israeliani hanno pari diritto a sicurezza e dignità»

«Palestinesi, anche a Gaza, ed israeliani si meritano in modo uguale di vivere in dignità e sicurezza». È quanto afferma Joe Biden nel messaggio per le celebrazioni dell'Eid al Fitr, che chiudono il Ramadan, sottolineando come «la situazione in Terra Santa sta pesando sui musulmani in tutto il mondo, comprese le comunità musulmane negli Stati Uniti».«Nessuna famiglia dovrebbe vivere nella paura per la propria sicurezza nella propria casa o nel luogo di culto - prosegue la dichiarazione del presidente americano - noi pensiamo soprattutto ai bambini di queste società che fanno i conti con il trauma provocato da un conflitto molto oltre il loro controllo».«La mia amministrazione continua a dialogare con i palestinesi, gli israeliani e tutti i partner regionali per lavorare per una calma sostenibile», ha concluso Biden.

L'appello di Guterres

Circa 10mila palestinesi nella Striscia di Gaza sono già fuggiti dalle loro case a causa dei combattimenti. Lo ha annunciato in una nota il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite a Gerusalemme, Lynn Hastings. «Le Nazioni Unite stimano che circa 10mila palestinesi abbiano dovuto lasciare le loro case a Gaza a causa delle ostilità in corso», ha detto Hastings. «Si stanno rifugiando nelle scuole, nelle moschee e in altri luoghi durante una pandemia globale di Covid-19 con accesso limitato ad acqua, cibo, igiene e servizi sanitari», ha aggiunto. Intanto, il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha lanciato un appello a tutte le parti affinché «cessino immediatamente le ostilità». Lo si legge nel comunicato del portavoce di Guterres, Stephane Dujarric: «L'escalation militare in corso ha causato grande sofferenza e distruzione. Ha causato decine di vittime civili, inclusi tragicamente molti bambini. I combattimenti hanno il potenziale per causare una crisi umanitaria e di sicurezza incontenibile, e di stimolare ulteriormente l'estremismo, non solo nei Territori palestinesi occupati e in Israele ma in tutta la regione».

Le parti, continua la nota, «devono permettere che si intensifichino gli sforzi di mediazione per porre fine immediatamente al conflitto».«L'Onu -sottolinea Guterres- è attivamente coinvolta in tali sforzi, che sono anche cruciali per consegnare gli aiuti umanitari necessari alla popolazione colpita a Gaza». Solo una soluzione politica sostenibile condurrà a una pace duratura, ha aggiunto Guterres, ribadendo il suo impegno, «anche tramite il Quartetto per il Medio Oriente, a sostenere i palestinesi e gli israeliani nella risoluzione del conflitto, sulla base del diritto internazionale e delle risoluzioni Onu».

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