medio oriente

Missili e granate tra Israele e Hezbollah. Netanyahu: siamo stati attaccati, abbiamo reagito

Escalation nella tensione tra Israele e Hezbollah, al sud del Libano. Secondo fonti dell’esercito israeliano, sono stati più di uno i missili anticarro lanciati dal Libano verso Israele e come obiettivo hanno avuto una base militare e vari veicoli militari vicini al confine


Israele: esercito in allerta al nord per Hezbollah

3' di lettura

Escalation nella tensione tra Israele e Hezbollah, al sud del Libano. Secondo fonti dell’esercito israeliano, sono stati più di uno i missili anticarro lanciati dal Libano verso Israele e come obiettivo hanno avuto una base militare e vari veicoli militari vicini al confine. Lo stesso esercito ha confermato che i lanci hanno colpito alcuni obiettivi e che c’è stata una risposta con tiri di artiglieria verso l’area di provenienza dei missili. Non ci sono vittime. Lo stesso hezbollah ha affermato di aver colpito un veicolo militare con la stella di Davide.

Netanyahu: in base agli sviluppi decideremo cosa fare
«Siamo stati attaccati con alcuni razzi anticarro, abbiamo reagito sparando 100 proiettili di artiglieria, con attacchi aerei e con altri mezzi. Sulla base degli sviluppi decideremo il da farsi». Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu sulla situazione al nord lungo il confine con il Libano. Il primo ministro - che ha avuto consultazioni con il capo di stato maggiore e con i generali - ha poi confermato che Israele «non ha avuto alcuna vittima. Nessuno è stato colpito, nemmeno graffiato».

L’esercito israeliano
«Non ci sono vittime israeliane» nell'attacco missilistico degli Hezbollah contro un veicolo militare lungo il confine con il Libano. È la replica dell’esercito israeliano secondo cui tra 2 e 3 missili anticarro sono stati lanciati dal Libano del sud: uno di questi ha colpito una jeep e un altro una postazione militare vicino alla frontiera, ma senza causare vittime. «Abbiamo risposto - ha aggiunto - con oltre 100 colpi di mortaio, anche sulla cellula che ha sparato contro Israele».

Hariri chiama Macron e Pompeo per mediare
Con l'attacco odierno al mezzo militare israeliano nel nord di Israele, il movimento libanese sciita Hezbollah non intende allargare il confronto armato con “il nemico”, ma ha voluto rispondere al raid israeliano su Beirut del 24 agosto. Lo ha affermato la tv panaraba al Mayadin, vicina all'Iran e agli stessi Hezbollah, citando fonti militari del Partito di Dio coinvolte nell'attacco avvenuto domenica pomeriggio lungo la Linea Blu di demarcazione tra i due paesi. Intanto, però, il premier libanese Saad Hariri ha lanciato un appello al presidente francese Emmanuel Macron e al segretario di Stato americano Mike Pompeo chiedendo un intervento per calmare la situazione.

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Il contingente dell'Onu nel sud del Libano (Unifil) «segue lo scambio di fuoco sulla Linea Blu» che divide Israele dal Libano. E il comandante in capo della missione di caschi blu, il generale italiano Stefano Del Col è «in contatto con le parti invitandole a mantenere il controllo». Il generale Del Col ha chiesto alle parti di «cessare tutte le attività che possono mettere a rischio la cessazione delle ostilità». Lo ha riferito all'Ansa il portavoce di Unifil, Andrea Tenenti, contattato telefonicamente.

La tensione era andata crescendo nelle scorse settimane dopo le proteste e le reazioni di Hezbollah a una serie di raid di Gerusalemme contro postazioni iraniane, anche su territorio iraqeno. Durante una di queste missioni – è l’accusa di Hezbollah – sono rimasti uccisi due militanti.

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Domenica mattina un altro episodio è stato confermato da entrambe le parti: un drone israeliano avrebbe lanciato granate incendiarie su alcuni obiettivi in un’area nel sud del Libano vicino al confine. Le autorità israeliane hanno invitato gli abitanti della zona a non uscire dalle abitazioni, mentre l’area di confine era già stata interessata da un rafforzamento delle difese.

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