medio oriente

Israele nega l’ingresso a due parlamentari Usa dopo le pressioni di Trump


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2' di lettura

Il governo israeliano ha deciso di vietare l'ingresso nel Paese a due parlamentari democratiche americane che sostengono il movimento di boicottaggio internazionale di Israele.
Lo ha reso noto il vice ministro degli esteri Tzipi Hotovely, affermando in una intervista a Israel Radio che «Israele ha deciso di non consentire» alle deputate Rashida Tlaib e Ilhan Omar di compiere la visita prevista per la settimana prossima.
La decisione, ha detto Hotovely, è in linea con la politica di negare l'ingresso a chi sostiene il boicottaggio di Israele.
Le parole del vice ministro giungono dopo che il presidente Donald Trump aveva twittato che Israele avrebbe mostrato “una grande debolezza” se avesse consentito l'ingresso nel Paese alle due parlamentari.
Entrambe le parlamentari sono apertamente critiche della politica israeliana nei confronti dei palestinesi.

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Israele, ha affermato Trump via Twitter, «mostrerebbe grande debolezza se consentisse a Omar e Tlaib la visita. Loro odiano Israele e tutti gli ebrei e non c'è nulla che possa esser detto o fatto per far cambiar loro idea».
Omar e Tlaib fanno parte con Alexandria Ocasio-Cortez e Ayanna Pressley della cosiddetta “squad”, ovvero sono le quattro deputate democratiche, progressiste e di colore che Donald Trump ha ripetutamente preso di mira sui social network, accusandole di essere contro Israele e gli Usa e pro terrorismo e invitandole a tornare «nei posti corrotti e infestati dal crimine da cui sono venute», ignorando forse che tre di loro sono nate negli Usa e una ci vive da 10 anni.
«È un affronto il fatto che il premier israeliano Benjamin Netanyahu, sotto la pressione di Donald Trump, neghi l'ingresso a due rappresentanti del governo americano» la reazione su twitter della parlamentare democratica americana Ilhan Omar.


Israele «è aperto a tutti i visitatori e a tutte le critiche», ma vieterà l'ingresso a chi punta a «rafforzare il boicottaggio e negare la legittimità di
Israele» .Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha spiegato così la decisione di vietare l'ingresso nel paese alle parlamentari democratiche americane.
Israele, ha aggiunto, ha accolto 70 membri del Congresso repubblicani e democratici «a braccia aperte» e «non esiste uno stato al mondo che rispetti gli Stati Uniti più dello stato di Israele».

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