Elezioni

Israele: anche con Bennett, blocco Netanyahu a 59 seggi

Il primo ministro uscente, Netanyahu, spera di cavalcare il buon esito della campagna vaccinale. Ma resta il nodo della maggioranza

Articolo aggiornato il 24 marzo 2021 alle ore 12,06

Israele, i cittadini alle urne per la quarta volta in meno due anni

2' di lettura

Con quasi il 90% dei voti scrutinati, il blocco di destra del premier Benyamin Netanyahu è fermo a 52 seggi, senza maggioranza. E non l'otterrebbe neppure se Naftali Bennett decidesse di entrare nella coalizione con i suoi 7 seggi: il totale sarebbe 59, due seggi in meno dei 61 necessari alla Knesset.
Lo sottolineano i media secondo cui ad ora una possibilità aritmetica per la maggioranza è legata alla possibilità che Raam, il partito arabo scissionista di Mansour Abbas. con i suoi 5 seggi, entri nella coalizione o appoggi dall'esterno il blocco di destra del premier.
Il maggior partito del paese resta comunque il Likud a cui sono attribuiti 30 seggi ad ora, seguito dal centrista Yair Lapid con 17. Nel pomeriggio del 24 marzo dovrebbe cominciare lo spoglio dei voti dei malati di covid e di quelli in quarantena, per poi passare ai soldati e ai diplomatici all'estero. I risultati finali sono previsti per venerdì prossimo.

Netanyahu, o un mio governo o un quinto voto

“L'unica alternativa ad un governo della destra guidato da me, è un quinto voto”. Così il premier Benyamin Netanyahu fotografando la situazione di stallo uscita dalle urne. Netanyahu - parlando nella nottata tra il 23 e il 24 marzo ai suoi sostenitori - ha sottolineato che “una chiara maggioranza” degli eletti alla Knesset condivide la “sua politica” e che per questo intende spendere le prossime “parlando con tutti i deputati” che possono aiutarlo a costruire un governo stabile.

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Un referendum su «Re Bibi»

Il voto è stato considerato, da entrambi gli schieramenti, come una sorta di referendum sul premier rimasto in sella negli ultimi quattro mandati. Netanyahu è alle prese con tre processi di corruzione e si trova contro un’opposizione agguerrita, anche all’interno della destra, ma ha trovato un appiglio rilevante nell’«l’effetto-vaccino»: il buon esito della campagna di inoculazione di farmaci anti-Covid, con ritmi ed efficacia superiori alla media globale, è diventato un argomento politico vincente in campagna elettorale. Il suo principale sfidante è Yair Lapid, laico e centrista, a sua volta deciso a giocare l’intera battaglia alle urne come un aut aut rispetto al governo «dell’oscurità e del razzismo» di Netanyahu.

Razzo da Gaza verso Beersheva, in città c'era Netanyahu

L’atmosfera è tesa. Un razzo tirato da Gaza è caduto nel sud di Israele. Lo ha fatto sapere il portavoce militare aggiungendo che non ci sono state vittime. Secondo i media, il razzo si è abbattuto in una zona disabitata nei pressi di Beersheva e l'attacco è avvenuto poco dopo che il premier Benyamin Netanyahu aveva finito un appuntamento elettorale in città. Secondo altri media, Netanyahu si trovava invece ancora nel luogo del comizio ed è stato allontanato. L'episodio è simile a quello del settembre del 2019 quando un razzo fu lanciato dalla Striscia mentre Netanyahu era impegnato in un comizio ad Ashkelon e lasciò il palco.

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