medio oriente

Israele, tra Netanyahu e Gantz accordo per governo di unità nazionale

Ci sono volute tre elezioni politiche in meno di un anno, e una pandemia che ha paralizzato il mondo intero mettendo in ginocchio l'economia globale

di Roberto Bongiorni

Coronavirus, in Israele manifestazione con distanziamento sociale

Ci sono volute tre elezioni politiche in meno di un anno, e una pandemia che ha paralizzato il mondo intero mettendo in ginocchio l'economia globale


2' di lettura

Per raggiungere quel faticosissimo accordo, e dare allo Stato di Israele finalmente un Governo, ci sono volute tre elezioni politiche in meno di un anno, e una pandemia che ha paralizzato il mondo intero mettendo in ginocchio l'economia globale.

Ai tempi supplementari, quando sembrava imminente l'annuncio dell'ennesima tornata elettorale, la quarta, Benjamin Netanyahu, premier uscente e leader del partito conservatore Likud, e Benny Gantz, l'ex capo di stato maggiore leader del partito di centro Blu e Bianco (che però strizza l'occhio a sinistra), si sono finalmente messi d'accordo per dare il via alla formazione di quel Governo di unità nazionale che tanto voleva il presidente della Repubblica di Israele, Reuven Revlin.
Ma era ciò che voleva la gente?

A vedere la grande e singolare dimostrazione nella celebre Kikar Rabin – considerando le misure restrittive imposte dal Governo per arginare il Corona virus – sembrerebbe che una parte della società israeliana non veda di buon occhio questo Esecutivo.

Tenendosi a due metri di distanza l'uno dall'altro, come ha imposto la polizia, urlando slogan attutiti dalle mascherine migliaia di protestanti sono scesi in piazza domenica sera avvertendo che questo Esecutivo rischia di mettere in pericolo la democrazia.

Tra questi ci sono soprattutto gli elettori che avevano scelto Benny Gantz e si sono sentiti traditi dall'alleanza stretta all'ultimo minuto con Netanyahu. Un tradimento non solo per loro, ma anche per influenti membri del partito Blu e Bianco, come Yar Lapid e Moshee Yaalon. Non sono poi mancate le critiche per la gestione, la mala gestione, dell'epidemia di Covid 19 (i contagi sarebbero finora 13.654 ed i decessi173 . L'allentamento delle misure restrittive, orientato soprattutto a far ripartire l'economia, è stato oggetto di ulteriore polemica
Insomma, Gantz che fino all'ultimo aveva posto una condizione inderogabile , ovvero che Netanyahu, un uomo incriminato per tre casi di corruzione, non facesse parte di alcun Governo di unità, ha fatto un passo indietro.

Ed ora potrebbe farne un altro. Perché, stando alle indiscrezioni, il Governo di Unità tra Likud e Blu e Bianco dovrebbe prevedere una rotazione della premiership, 18 mesi per ciascuno. Ed il primo “nuovo” premier potrebbe essere Bibi Netanyahu, il primo ministro più longevo nella storia di Israele, al Governo ininterrottamente dal 2009. Una mossa che gli avversari di Bibi vedono come il tentativo di restare al potere e far di tutto per rimandare, o quantomeno annacquare, il processo che lo vede imputato e che era stato rinviato il prossimo giugno.

In questa finestra di 18 mesi, Gantz sarà ministro della Difesa mentre il suo numero due (nel partito), Gabi Ashkenazi, dovrebbe guidare il ministero degli Esteri. Non ci sarà nessuna modifica alla controversa legge sullo Stato-Nazione. Successivamente la guida dell'Esecutivo passerà a Gantz.
“Abbiamo impedito le quarte elezioni, proteggeremo la democrazia, combatteremo il coronavirus e ci prenderemo cura dei cittadini israeliani” sono state le prime parole di Gantz. Che non sono piaciute a molti suoi
sostenitori.

Israele avrà comunque, e finalmente, un Governo. Ma, soprattutto, avrà quel budget nazionale che manca ormai da troppo tempo. Il limbo legislativo in cui versava la sola democrazia del Medio Oriente era divenuto difficile da gestire, quasi insostenibile.

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