Medio Oriente

Israele, strage al raduno religioso: 44 morti e 150 feriti

Tragedia sul monte Meron, in Galilea, durante la celebrazione del Lag ba-Omer. Cause ancora da chiarire. Domenica lutto nazionale

Israele, gigantesco raduno religioso finisce in tragedia: 44 morti e oltre 150 feriti

3' di lettura

Strage a un raduno religioso di massa in Israele: 44 morti e 150 feriti. Secondo le prime ricostruzioni, una tribuna molto affollata è crollata durante l’happening sul monte Meron, in Galilea. Rilievi successivi riportano che a causare la tragedia è stata una fuga generale. Decine di ambulanze hanno subito cercato di raggiungere i feriti, facendosi strada in una folla di ebrei ortodossi stimata in quasi 100mila persone, affluite nella ricorrenza ebraica di Lag ba-Omer. Anche elicotteri militari hanno partecipato ai soccorsi. Secondo le prime informazioni riferite dalla radio militare, i feriti gravi sono diverse decine. Lo stato di emergenza è stato proclamato dal vicino ospedale di Safed, in Galilea.

Netanyahu contestato. Indagine indipendente sull’accaduto

Il primo ministro Benjamin Netanyahu - che ha dichiarato lutto nazionale per la giornata di domenica - è arrivato sul Monte Meron ed è stato contestato dai fedeli rimasti sul luogo della tragedia. Lo riporta il Times of Israel, secondo il quale sono stati intonati slogan contro il premier israeliano. Netanyahu ha effettuato la visita assieme al ministro della Pubblica Sicurezza Amir Ohana che sovrintende alla polizia israeliana e che ha chiesto un’inchiesta indipendente sull’accaduto. «La scorsa notte si è verificato un terribile disastro. È chiaro che sarà necessaria un’indagine indipendente su tutti gli aspetti relativi alla pianificazione dell'evento, i preparativi, le responsabilità, le infrastrutture», ha detto Ohana.

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La festività di Lag ba-Omer

Come ogni anno in occasione della festività ebraica che ricorda la ribellione ebraica del 132 d.C contro le legioni romane, nella giornata di giovedì 29 aprile oltre 100mila ebrei osservanti si sono recati sul monte Meron per pregare sulla tomba Shimon Ber Yochai, un celebre rabbino del secondo secolo d.C. Secondo la tradizione, questi è l’autore del testo mistico dello Zohar («Lo splendore»). Da anni questo evento è il più affollato in Israele, richiamando a volte fino a mezzo milione di persone. L’anno scorso, a causa del coronavirus, era stato annullato. Quest’anno, col miglioramento della situazione sanitaria, era stato autorizzato, ma con numerose limitazioni che però non hanno resistito alla pressione della folla immensa. Un altro disastro era avvenuto sul monte Meron anche nel 1911. Allora decine di persone morirono nel crollo di un edificio vicino alla tomba del rabbino.

Palestina, rinviate le elezioni. Hamas: «Così è golpe»

Intanto la situazione politica in Palestina resta incandescente. Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas ha annunciato il rinvio delle prime elezioni che si sarebbero dovute svolgere nei Territori in 15 anni, citando un mancato accordo con le autorità israeliane per il voto a Gerusalemme est. Immediata la reazione del movimento islamico palestinese di Hamas, che dalla Striscia di Gaza ha parla di «golpe». Al termine di una riunione con la leadership di al-Fatah a Ramallah, Abbas ha parlato di rinvio senza indicare una nuova data, ma limitandosi ad affermare che non si andrà alle urne fino a quando Israele non permetterà lo svolgimento delle elezioni a Gerusalemme est. «Abbiamo deciso di rinviare le elezioni parlamentari fino a quando non avremo la garanzia della partecipazione del popolo di Gerusalemme», ha detto Abbas in una nota. «Le elezioni devono essere tenute in tutti i Territori palestinesi, compresa Gerusalemme», ha aggiunto. Il presidente dell’Anp ha quindi assicurato che lavorerà per formare un governo di unità nazionale palestinese che «rispetterà le risoluzioni internazionali e rafforzerà l’Olp», l’Organizzazione per la liberazione della Palestina.

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