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Iss, Cristoforetti fa i conti con quel che resta della collaborazione spaziale

L’astronauta italiana torna sulla Stazione spaziale internazionale nel momento più difficile: i russi espongono la bandiera della vittoria su Hitler

di Leopoldo Benacchio

AP

3' di lettura

Se non fosse per il momento difficile in cui stiamo vivendo, quel che è successo sopra le nostre teste, a 400 chilometri di altezza, sarebbe sembrato un gesto anche simpatico per ricordare la fine della seconda guerra mondiale.

Venerdì, durante la prevista passeggiata spaziale all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale (Iss), i due cosmonauti russi Oleg Artemeyev e Denis Matveyev hanno esposto, all'esterno della loro parte di Iss, il laboratorio Nauka, una copia dello “Stendardo della Vittoria”. Si tratta della bandiera che fu issata il 1° maggio 1945 dai soldati sovietici dell'Armata Rossa sul Reichstag, il Parlamento tedesco di allora.

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I russi considerano quell'azione, immortalata in una foto storica, come la fine della Seconda guerra mondiale, la “Grande guerra patriottica” come viene ancora chiamata in Russia. Ovviamente si trattava di una copia e l'idea pare sia stata, secondo l'Agenzia spaziale russa Roscosmos, di uno degli astronauti, Artemyev, che l'ha avanzata alla dirigenza, ben felice di approvarla.

Comunque sia andata occorre ricordare che la fine della Seconda guerra mondiale, che si celebra tutti gli anni in Russia, è molto importante per il Paese. Per fare un esempio i ragazzi delle scuole, specie primarie e secondarie, erano accompagnati a onorare i reduci ancora in vita, ora si fanno manifestazioni diverse, ma comunque molto sentite da gran parte della popolazione.

Artemyev dovrebbe essere il compagno di Samantha Cristoforetti nella passeggiata spaziale che era prevista prima dell'irrigidirsi dei russi per le sanzioni che l'Occidente ha comminato alla Russia.

Per la verità la situazione, che ha visto rompere tutte le collaborazioni in atto fra Russia e altri Paesi, comprese quelle con l'Italia, per la Iss sembra ammorbidirsi. Il capo della Roscomos, Dmitry Rogozin, che ha tempestato di dichiarazioni molto dure le ultime settimane, ha fatto sapere che la Russia non lascerà all'improvviso la Iss, come aveva di fatto minacciato a fine marzo, ma per il momento la collaborazione continua e comunque, stando così le cose, la Russia darà un preavviso di un anno prima di abbandonare la Iss.

È stato detto molte volte nelle ultime settimane, ma val la pena di ricordarlo: la Stazione spaziale internazionale è un’impresa collettiva di Stati Uniti, Unione europea, Russia, Giappone e Canada e può essere gestita solamente in accordo, nessuno dei soci può togliersi, pena il non funzionamento della Iss stessa, che vorrebbe dire il fatto che viene lasciata cadere sulla Terra, anche se in modo controllato.

È comunque la fine di un modo collaborativo che ora, per lo spazio e probabilmente oltre, vedrà due blocchi contrapposti: Cina più Russia e forse India e Occidente dall'altra parte. Si comincia coi prossimi programmi lunari che Nasa ed Esa non intendono spartire con Russia e Cina.

Per il resto Samantha Cristoforetti è arrivata sulla Iss: le immagini dell'accoglienza, tradizionale, tra i nuovi e vecchi astronauti, la mostrano letteralmente radiosa mentre abbraccia i suoi compagni, russi compresi.

Originaria di Malè, paese trentino capoluogo della Val di Sole, ha un precedente di 199 giorni passati nella Iss, uno dei periodi più lunghi in assoluto fra gli astronauti, ha studiato in italia e a Monaco di Baviera, e ha anche ricevuto un paio di lauree honoris causa, ma soprattutto è una grande specialista di ingegneria spaziale e ogni suo atteggiamento, anche per questo viaggio, dimostra una perfetta professionalità.

Cosa farà sulla ISS lo racconterà in modo molto innovativo, con filmati Tiktok che giungeranno a terra dall'orbita della ISS, dove la Cristoforetti, come racconta lei stessa nel podcast “Spaziale” ha portato anche, come spesso fanno gli astronauti, piccoli giochi e ricordi affidatigli dalla famiglia e da amici.

Finita la ribalta mediatica ora hanno ricominciato tutti gli ospiti della stazione a lavorare nei loro impegnativi compiti. Unico neo rimasto, la missione è stata accorciata e quindi la Cristoforetti non riuscirà a prendere il comando di tutta la stazione nell'ultimo segmento temporale.

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