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Iss: per il 32% degli italiani risorse economiche peggiorate. Due persone su tre disposte a vaccinarsi

Il 44% degli ultra 65enni ha rinunciato ad almeno una visita medica (o esame diagnostico) di cui avrebbe avuto bisogno: il 28% per sospensione del servizio, il 16% per timore del contagio

di N.Co.

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2' di lettura

Due italiani su tre sarebbero disposte a vaccinarsi. E un italiano su tre afferma di aver avuto un peggioramento economico durante la pandemia. Un approfondimento realizzato nell’ambito delle sorveglianze Passi e Passi d'Argento, coordinate dall’Iss, che due persone su tre (il 67%) sono disponibili a vaccinarsi contro il Covid-19. La percentuale sale tra gli anziani all’84 per cento. I più giovani, 18-34enni, sarebbero ben disposti a vaccinarsi (76%) rispetto ai 50-69enni (67%) e ai 35-49enni (59 per cento). «I risultati di questa ricerca mostrano un atteggiamento di responsabilità degli italiani», ha commentato Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss.

Per un italiano su tre peggiorata la condizione economica

Il report afferma che il 32% della popolazione tra i 18 e i 69 anni ha dichiarato che le proprie risorse economiche sono peggiorate a causa della pandemia. Tra i più giovani, ma soprattutto nella fascia 35-49 anni la quota sale al 36%, è del 28% fra i 50-69enni. Un lavoratore su tre ha subito perdite economiche: mantenendo lo stesso lavoro ma con ridotta retribuzione (28%) o perdendolo del tutto (il 4%). L’approfondimento è stato realizzato nei mesi tra agosto e novembre su un campione di 2.700 intervistati, attraverso il modulo Covid.

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Due persone su tre disposte a vaccinarsi

Secondo la ricerca Iss, inoltre, durante il lockdown nazionale (marzo-aprile 2020), il 18% ha lavorato in smart working in modo esclusivo, mentre il 29% ha invece smesso di lavorare. Fra gli ultra 65enni, una quota più bassa ma non trascurabile (12%) riferisce un peggioramento delle proprie disponibilità economiche a causa della crisi legata alla pandemia. «Questi dati - dice Angela Spinelli, direttrice del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della Salute dell'Iss - sono preziosi e di grande supporto alle decisioni collaterali la pandemia. Anche in questo periodo di straordinaria emergenza sanitaria in cui tutte le risorse disponibili dei Dipartimenti di prevenzione vengono convogliate sulle attività di gestione dell'epidemia di Covid-19, non dobbiamo dimenticare gli altri aspetti della salute ed è necessario rafforzare e supportare queste strutture affinché il patrimonio informativo di tali sorveglianze non si disperda e continui invece ad orientare le politiche e gli interventi di prevenzione e a monitorarne l'efficacia nel tempo».

Il 44% degli over 65 ha rinunciato a visite mediche

Con il Covid il 44% degli ultra 65enni ha rinunciato ad almeno una visita medica (o esame diagnostico) di cui avrebbe avuto bisogno, in particolare il 28% ha dovuto rinunciarvi per sospensione del servizio, mentre il 16% lo ha fatto volontariamente per timore del contagio. «Questi dati - spiega la ricerca - non mostrano differenze significative per caratteristiche sociodemografiche dei rispondenti. Tuttavia, si nota che la scelta di rinunciare volontariamente alla visita medica o all'esame diagnostico per timore del contagio è più frequente fra le donne (19% contro il 13% fra gli uomini) e fra le persone con un livello di istruzione maggiore». Per Brusaferro «è necessario alzare il livello di attenzione sui bisogni legati alle conseguenze della “fatica pandemica” e questi dati sono importanti indicazioni soprattutto per la tutela dei più fragili».

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