Il rapporto

Iss-Istat: in schede decessi Covid responsabile 90% morti

Da ondata Omicron l’impatto più contenuto sulla mortalità, 82% morti 2021 nei primi 4 mesi poi calo per vaccini

(foto Ansa)

3' di lettura

Nel 90% delle schede, Covid-19 è stata riportata come causa direttamente responsabile del decesso. In un campione di 6.530 schede di morte relative a casi deceduti nel 2021 è stata valutata la presenza del Covid-19 come causa iniziale, le sue complicanze e la presenza di altre concause. È quanto emerge dal settimo rapporto congiunto Istituto nazionale di statistica (Istat) e Istituto Superiore di Sanità (Iss) sull’impatto dell’epidemia sulla mortalità totale. Il Covid-19 è l’unica causa responsabile del decesso nel 23% dei casi, mentre nel 29% dei casi è presente una concausa oltre a Covid-19 e nel 48% si riscontra più di una causa.

Da inizio pandemia (marzo 2020) a gennaio 2022 l'eccesso di mortalità totale, rispetto alla media 2015-2019, è stato di 178 mila decessi, con gran parte dell'eccesso del 2021 che è stato osservato nel primo quadrimestre quando la copertura vaccinale era ancora molto bassa.

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Da luglio 2021 eccesso mortalità Italia sotto media Ue

«Rispetto alla media europea, l’Italia ha registrato un eccesso di mortalità più elevato nel mese di novembre 2020 e marzo 2021. A partire da luglio 2021, l’eccesso di mortalità nel nostro Paese scende ben al di sotto della media Ue». «Analizzando il contesto europeo - si ricorda nel documento - nel 2021 l’andamento dell’eccesso di mortalità nell’Ue ha raggiunto un picco ad aprile (21,0%), quindi è sceso al 10,6% a maggio e ha raggiunto il minimo del 5,6% a luglio. In autunno si è osservato un nuovo rialzo e l’eccesso di mortalità ha raggiunto il 17,7% a ottobre e il 26,5% a novembre 2021 (dati Eurostat)».

82% morti 2021 nei primi 4 mesi poi calo per vaccini

La campagna di vaccinazione anti-Covid, iniziata il 27 dicembre 2020, a partire da maggio 2021 ha raggiunto elevati livelli di copertura, soprattutto nelle fasce di età più avanzate (over 60). Con il progredire della campagna di vaccinazione, la mortalità è significativamente diminuita a partire dalla 20esima settimana del 2021: l’82% circa dei decessi nel 2021 è avvenuto nel primo quadrimestre. In particolare, sì è molto ridotta la mortalità Covid-19 correlata nella fascia di età 80 anni e più, per la quale, a fine 2021, è stata raggiunta una copertura vaccinale con il ciclo primario pari a circa il 95%.

72% eccesso mortalità 2021 registrato tra over 80

Il 72% dell’eccesso mortalità complessivo del 2021, rispetto alla media degli anni 2015-2019, è stato registrato tra over 80. In totale sono decedute 455.170 persone di 80 anni e oltre, vale a dire 46 mila in più rispetto alla media del quinquennio 2015-19. L’incremento della mortalità nella classe di età 65-79 anni spiega un ulteriore 21% dell’eccesso di decessi. In termini assoluti l’incremento per questa classe di età, rispetto alla media degli anni 2015-2019, è di oltre 13 mila decessi (per un totale di 177.937 morti nel 2021). Malgrado si confermi che anche nel 2021 le persone di 65 anni e oltre siano quelle maggiormente colpite in termini di eccesso di mortalità, nel 2021 si osserva un grosso calo dei decessi in questa fascia di età: 37 mila in meno rispetto al 2020.

Quasi 11 milioni di casi da inizio pandemia, 42% con Omicron

Il rapporto spiega che «dall’inizio dell’epidemia» di coronavirus Sars-CoV-2 in Italia, «sono stati segnalati al Sistema di sorveglianza integrato» dell’Istituto superiore di sanità «10.953.342 casi confermati di Covid-19 (dati estratti il 9 febbraio 2022). Di questi, oltre 4,5 milioni di casi sono stati diagnosticati nel mese di gennaio 2022 - pari al 42% del totale dei casi riportati alla Sorveglianza da inizio pandemia - a causa della predominanza della variante Omicron caratterizzata da una elevatissima trasmissibilità».

Da ondata Omicron l’impatto più contenuto sulla mortalità

Omicron super contagiosa, ma meno letale. «Il confronto tra ondate epidemiche di Covid-19 in termini di eccesso di mortalità», inteso come differenza tra morti complessive per qualsiasi causa dall’inizio della pandemia e il trend atteso di decessi in base alla media del periodo 2015-2019 se la pandemia non ci fosse stata, «evidenzia che nell’ondata in corso l’impatto sulla mortalità è più contenuto rispetto alle ondate precedenti». «Nonostante la diffusione di nuove varianti più trasmissibili - spiegano l’Istituto nazionale di statistica e l’Istituto superiore di sanità - durante il periodo 1° ottobre 2021-31 gennaio 2022 si registrano circa 250mila decessi, 40mila in meno rispetto a 12 mesi prima, con un calo di oltre il 13%». Complessivamente, si legge, «sono stati segnalati al Sistema di sorveglianza nazionale integrata Covid-19 dell’Iss 145.334 decessi associati alla diagnosi di infezione da Sars-CoV-2 e avvenuti entro il 31 gennaio 2022. Il 53% dei decessi è avvenuto nel 2020, il 41% nel 2021 (59.136 decessi di cui circa 8mila sono riferiti a diagnosi del 2020) e il 5,8% a gennaio 2022».

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