lo studio

Iss: tracce di coronavirus già a dicembre nelle acque di Milano e Torino

I campioni prelevati nei depuratori di centri urbani del Nord Italia, sono stati utilizzati come “spia” della circolazione del virus nella popolazione

di Nicola Barone

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I campioni prelevati nei depuratori di centri urbani del Nord Italia, sono stati utilizzati come “spia” della circolazione del virus nella popolazione


2' di lettura

Tracce del virus SARS-CoV-2 nelle acque di scarico di Milano e Torino già a dicembre 2019. È quanto messo in luce in uno studio in via di pubblicazione dell'Istituto superiore di sanità realizzato attraverso l'analisi di acque di scarico raccolte in tempi antecedenti al manifestarsi della Covid-19 in Italia. I campioni prelevati nei depuratori di centri urbani del Nord Italia, sono stati utilizzati come “spia” della circolazione del virus nella popolazione.

La specificità della ricerca

La ricerca può contribuire a comprendere l’inizio della circolazione del virus in Italia e fornisce informazioni coerenti rispetto ad altri risultati ottenuti dall’analisi retrospettiva su campioni di pazienti ospedalizzati in Francia, che identificavano un positivo al SARS-CoV-2 in un campione respiratorio, quindi clinico, risalente alla fine di dicembre 2019, e ad un recente lavoro spagnolo che ha rinvenuto Rna di SARS-CoV-2 in campioni di acque reflue raccolte nella metà di gennaio a Barcellona, circa 40 giorni prima della notifica del primo caso autoctono. Lo studio dell’Iss ha preso in esame 40 campioni di acqua reflua raccolti da ottobre 2019 a febbraio 2020, e 24 campioni di controllo per i quali la data di prelievo (settembre 2018 - giugno 2019) consentiva di escludere con certezza la presenza del virus.

Studio pilota su siti prioritari

«Dal 2007 con il mio gruppo portiamo avanti attività di ricerca in virologia ambientale e raccogliamo e analizziamo campioni di acque reflue prelevati all’ingresso di impianti di depurazione», spiega Giuseppina La Rosa del Reparto di qualità dell’acqua e salute del Dipartimento di ambiente e salute dell’Istituto superiore di sanità che ha condotto lo studio in collaborazione con Elisabetta Suffredini del Dipartimento di sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria. Lucia Bonadonna, direttrice del Dipartimento di ambiente e salute dell’Istituto superiore di sanità spiega che è stata presentata una proposta di azione al ministero della Salute per l’avvio di una rete di sorveglianza su SARS-CoV-2 in reflui, e già nel luglio prossimo si potrà avere uno studio pilota su siti prioritari individuati in località turistiche.

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