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Istat, 9,9% la disoccupazione a maggio. Mai così giù dal 2012

Per la prima volta da oltre sette anni il tasso di disoccupazione perde così la doppia cifra

di Nicola Barone


Lavoro alla prova dell'economia reale

3' di lettura

Il tasso di disoccupazione a maggio cala, attestandosi al 9,9%. In discesa di 0,2 punti percentuali rispetto ad aprile. È l'Istat a spiegare che si tratta del valore più basso dal febbraio del 2012. Per la prima volta dunque da oltre sette anni a questa parte il tasso di disoccupazione perde così la doppia cifra.

In valore assoluto il numero dei disoccupati in Italia ribassa a 2 milioni 580mila, sotto di 51mila unità rispetto al mese precedente. E «notevole» per l'istituto di statistica risulta la performance su base annua, pari a -192 mila. Quanto al tasso di occupazione, a maggio sale al 59,0% facendo segnare il valore più alto da quando sono disponibili le serie storiche, ovvero dal 1977. Il numero degli occupati ha così raggiunto quota 23 milioni e 387mila unità.

IL TREND DEGLI OCCUPATI

Valori in migliaia e variazione percentuale annua. (Fonte: Istat)

Va giù, al 30,5%, anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24enni), in calo di 0,7 punti rispetto al mese precedente. «Le notizie che leggiamo questa mattina ci dicono che quella di oggi è davvero una bella giornata. Dopo esser stato attaccato per mesi dai partiti d'opposizione (e dai loro media di riferimento) che me ne hanno dette di tutti i colori, ridicolizzando il decreto dignità (dicevano che non sarebbe servito a nulla!), ancora una volta sono felice di smentire questi chiacchieroni con i fatti» scrive a commento in un post il vicepremier Luigi Di Maio. Raggiante pure Matteo Salvini. «Disoccupazione sotto il 10% per la prima volta dopo anni, lavoratori italiani in crescita e ai massimi storici dal 1977. Avanti così, tagliare le tasse a imprenditori, lavoratori e famiglie è un dovere morale».

Dai dati diffusi oggi complessivamente le persone in cerca di occupazione sono in calo (-1,9%, pari a -51 mila) e la diminuzione è determinata da entrambe le componenti di genere ed è distribuita in tutte le classi d'età tranne i 35-49enni.

La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a maggio è sostanzialmente stabile, l'andamento è sintesi di una diminuzione tra gli uomini (-29 mila) e una crescita tra le donne (+33 mila). Il tasso di inattività è invariato al 34,3% per il quarto mese consecutivo.

Dopo la sostanziale stabilità registrata ad aprile - spiega l'Istat - a maggio 2019 la stima degli occupati risulta in crescita rispetto al mese precedente (+0,3%, pari a +67 mila).

MERCATO DEL LAVORO A MAGGIO

Valori percentuali e variazione percentuale annua. (Fonte: Istat)

L'aumento dell'occupazione si concentra tra gli uomini (+66mila) mentre risultano sostanzialmente stabili le donne; per età sono stabili i 15-24enni, in calo i 35-49enni (-34mila) e in aumento le altre classi di età, prevalentemente gli ultracinquantenni (+88mila). Si registra una crescita sia degli indipendenti (+28mila) sia dei dipendenti, permanenti e a termine (+39mila nel complesso).

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I lavoratori dipendenti «superano per la prima volta il livello di 18 milioni di unità». Lo scorso mese si registrano aumenti sia per i dipendenti permanenti che per quelli a termine. La crescita dei primi è però più forte rispetto a quella dei secondi, sia in termini congiunturali (+27 mila contro +13 mila) che tendenziali (+63mila contro +18mila). Gli occupati a tempo indeterminato si attestano quindi a 14 milioni 968mila, mentre quelli a tempo determinato risultano pari a 3 milioni e 64mila. Gli occupati indipendenti, che rappresentano sostanzialmente il lavoro autonomo, sono invece 5 milioni 355 mila. In aumento a maggio di 28mila unità (+12 mila su base annua).

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