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Istat: deficit terzo trimestre del 2020 al 9,4% per effetto delle misure anti-Covid. Cresce la spesa per consumi (+12,1%)

Saldo primario negativo (-5,9%) e pressione fiscale in calo (-0,4%). Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato del 6,3% rispetto al secondo trimestre

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Saldo primario negativo (-5,9%) e pressione fiscale in calo (-0,4%). Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato del 6,3% rispetto al secondo trimestre


2' di lettura

Nel terzo trimestre del 2020 il rapporto deficit-Pil è balzato al 9,4% dal 2,2% nello stesso trimestre del 2019. Per l’Istat, come nei primi due trimestri dello scorso anno, «il peggioramento dei saldi è dovuto sia alla riduzione delle entrate, sia al consistente aumento delle uscite, dovuto alle misure di sostegno introdotte per contrastare gli effetti dell’emergenza economica e sanitaria su famiglie e imprese».

L’istituto di statistica ha reso noto che nel terzo trimestre 2020 il reddito disponibile delle famiglie italiane è aumentato del 6,3% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi è cresciuta del 12,1%.

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Il balzo del deficit per le misure anti-Covid

I numeri dell’Istat sul conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società certificano gli effetti sui conti pubblici delle misure varate dal Governo per arginare la crisi economica innescata dalla pandemia. Nel dettaglio le uscite correnti hanno registrato, nel terzo trimestre 2020, un aumento tendenziale del 5,3% dovuto principalmente all’incremento delle prestazioni sociali in denaro (+10,9%), mentre le uscite in conto capitale sono cresciute in termini tendenziali del 77,4% per effetto delle misure straordinarie a favore delle imprese messe in atto dalle amministrazioni pubbliche per contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria. Le entrate totali nel terzo trimestre 2020 si sono ridotte in termini tendenziali del 4,8% e la loro incidenza sul Pil è stata del 43,7%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2019.

Cala la pressione fiscale: nel terzo trimestre del 2020 è stata pari al 39,3%, in riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto al 39,7% dello stesso periodo dell'anno precedente.

Il saldo primario delle amministrazioni pubbliche (ovvero l’indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato, con un’incidenza sul Pil del -5,9% (era +1,0% nel terzo trimestre del 2019). Il saldo corrente è stato anch’esso negativo, con un'incidenza sul Pil del -3,7% (+0,8% nel terzo trimestre del 2019).

Aumenta reddito delle famiglie

Nel terzo trimestre 2020 il reddito disponibile delle famiglie italiane è aumentato del 6,3% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi è cresciuta del 12,1%. Di conseguenza, la propensione al risparmio è stata pari al 14,6%, in diminuzione di 4,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, ma in crescita di 6,5 punti rispetto al terzo trimestre del 2019. A fronte di un calo dello 0,3% del deflatore implicito dei consumi, il potere d'acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente del 6,6%.

«Il reddito disponibile delle famiglie e il potere d'acquisto, dopo il forte calo registrato nel secondo trimestre - commenta l’Istat - hanno segnato un aumento considerevole, raggiungendo livelli di poco inferiori a quelli del terzo trimestre del 2019. Il marcato recupero dei consumi nel terzo trimestre ha determinato una sensibile riduzione del tasso di risparmio che rimane comunque a livelli molto superiori a quelli medi».

Secondo le tabelle dell'Istituto di statistica, nel secondo trimestre dell’anno, tra aprile e giugno, il reddito disponibile delle famiglie era infatti sceso di oltre il 5%, così come il potere d’acquisto, e la spesa per consumi finali era crollata dell’11,7%.

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