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Istat, a dicembre più fiducia tra famiglie e imprese

Dicembre in crescita per gli indici. Tra le imprese per trovare un livello superiore bisogna tornare a luglio. Bene tutti i setttori mentre la manifattura avanza solo di un decimale. Secondo segno più consecutivo tra le famiglie.

di Luca Orlando

(hedgehog94 - stock.adobe.com)

2' di lettura

Più ottimismo tra le imprese, più ottimismo tra le famiglie. Le indicazioni qualitative Istat di dicembre mostrano segnali di miglioramento, sia per l'indice del clima di fiducia dei consumatori (da 108,6 a 110,8) sia per dell'indice composito del clima di fiducia delle imprese ( da 99,2 a 100,7).

Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori mostrano miglioramenti: il clima economico registra un incremento da 116,5 a 120,7, il clima personale cresce da 105,8 a 106,8, il clima corrente aumenta da 106,8 a 108,8 e il clima futuro passa da 110,2 a 112,2.

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Con riferimento alle imprese, l'indice di fiducia migliora lievemente nel settore manifatturiero (da 99,0 a 99,1) e aumenta in modo deciso nelle costruzioni (da 137,1 a 140,1), nei servizi (da 99,7 a 102,2) e nel commercio al dettaglio (da 108,3 a 110,9).

I movimenti minimi dell’industria manifatturiera sono il risultato di andamenti divergenti: da un lato migliorano i giudizi sugli ordini, dall'altro peggiorano sia i giudizi sulle scorte di prodotti finiti sia le attese di produzione. Nelle costruzioni, l'evoluzione positiva dell'indice è trainata dal miglioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sull'occupazione.

Per quanto riguarda i servizi di mercato, l'incremento dell'indice riflette una dinamica positiva di tutte le componenti; nel commercio al dettaglio si assiste ad un deciso miglioramento dei giudizi sulle vendite e sulle scorte di magazzino a cui si uniscono attese sulle vendite in diminuzione. Tra i circuiti distributivi analizzati, si segnala che l'aumento della fiducia è diffuso prevalentemente alla grande distribuzione. Per il commercio al dettaglio si tratta del livello massimo da due anni.

Dal lato dei consumatori si tratta di una risalita dell’indice dopo due segni meno consecutivi, per le imprese si tratta del secondo segno più consecutivo che permette all’indice di ritrovare i livelli massimi dallo scorso luglio, quando si arrivò a quota 101.

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