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Istat: a febbraio la disoccupazione cala al 10,9%

di Nicola Barone


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(ANSA)

3' di lettura

Torna a scendere la disoccupazione a febbraio, passando al 10,9% dall'11,1% del mese precedente. Lo rileva l'Istat, spiegando che il tasso risulta pari a quello già registrato a dicembre, quando si sono toccati i minimi da agosto 2012. Dopo il rialzo di gennaio calano dell'1,7% anche le persone in cerca di occupazione (-49mila). E su base annua la contrazione è ancora più netta al -4,8% (-143mila). Si contano così 2 milioni 835mila disoccupati.

A febbraio il numero dei dipendenti a tempo determinato aggiorna un nuovo record storico, il piccolo aumento registrato rispetto a gennaio (+4 mila unità) fa raggiungere la soglia di 2 milioni 918mila. Rimane sui massimi storici anche il tasso di occupazione femminile (49,2%).

Occupati febbraio +19mila, la spinta dei posti stabili
Nel mese la stima degli occupati cresce dello 0,1%, ovvero di 19mila unità rispetto a gennaio. L'Istat rileva «un significativo incremento congiunturale dei dipendenti a tempo indeterminato (+54 mila)» dopo dieci mesi consecutivi in calo. In «lieve crescita» i dipendenti a termine (+4 mila), mentre continuano a diminuire gli indipendenti (-39 mila). Su base annua si conferma l'aumento degli occupati (+0,5%, +109 mila) anche se in questo caso «la crescita si concentra esclusivamente tra i lavoratori a termine». Rispetto a gennaio la crescita del complesso degli occupati, spiega l'Istat entrando ancora più nel dettaglio, «è determinata dalla componente femminile, mentre resta invariato il numero di uomini occupati. Con riferimento all'età, si registra un aumento tra le persone di 35 anni o più (+37 mila), a fronte di un calo tra i 15 e i 34 anni (-18 mila)». Dall'inizio del 2018 sono entrati in vigore gli sgravi contributivi previsti dalla legge di bilancio per gli under35. anche se la circolare dell'Inps per l'applicazione della decontribuzione è stata pubblicata ai primi di marzo (seppure gli effetti decorrano da gennaio). Su base annua la crescita dell'occupazione «si concentra esclusivamente tra i lavoratori a termine (+363 mila) mentre i permanenti rimangono stabili e calano gli indipendenti (-255 mila). Aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+292 mila) ma anche i 15-24enni (+36 mila), mentre calano i 25-49enni (-219 mila)».

In crescita la disoccupazione dei giovani, al 32,8%
Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni a febbraio segna un aumento di 0,3 punti percentuali, passano al 32,8% dal 32,5% di gennaio.

Poletti: prosegue il percorso di stabilizzazione
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ritiene che i dati Istat sull'occupazione a febbraio dimostrino che «prosegue il percorso di stabilizzazione del mercato del lavoro, che dalla metà dello scorso anno registra un numero complessivo di occupati superiore ai 23 milioni». Il ministro, in una nota, segnala che «al netto della componente demografica, le variazioni tendenziali del numero degli occupati sono positive per tutte le classi di età».

Tridico (M5S): il quadro generale rimane molto negativo
«Noto con favore il leggerissimo aumento congiunturale dell'occupazione, ma se facciamo un poco di approfondimento negli stessi dati dell'Istat, anche questo leggero aumento va ridimensionato, e il quadro generale rimane molto negativo. Innanzitutto, nell'arco del trimestre dicembre-febbraio l'occupazione diminuisce dello 0,1% (-32 mila) rispetto al trimestre precedente. Inoltre, Il tasso di disoccupazione che scende al 10,9% (-0,2 punti percentuali rispetto a gennaio), va bilanciato con l'aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni che aumenta dello 0,2% (+28 mila). Questi dati contrastanti, confermano, se ancora ce ne fosse bisogno, che la situazione del mercato del lavoro italiano è molto stabile, e caratterizzata innanzitutto da livelli assoluti molto negativi: un tasso di occupazione (il vero termometro del mercato del lavoro) inchiodato al 58%, un livello di inattività troppo alto, ed una crescita dell'occupazione su base annua che si concentra esclusivamente tra i lavoratori a termine (+363 mila), e quindi non una buona notizia”. Così Pasquale Tridico, professore associato di Politica
economica a Roma Tre, indicato da Luigi Di Maio come potenziale ministro del Lavoro.

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