Il confronto 2019-2020

Istat: a febbraio record di vendite per alimentari in supermercati e discount (+8,2%)

Il dato positivo si deve all’effetto scorte dei consumatori italiani per il coronavirus. Boom per il commercio elettronico (+15,3%)

di L.Ben.

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(Ansa)

Il dato positivo si deve all’effetto scorte dei consumatori italiani per il coronavirus. Boom per il commercio elettronico (+15,3%)


2' di lettura

L’effetto scorte per la dispensa degli italiani a causa della quarantena imposta dal coronavirus si riflette sui dati diffusi dall’Istat. A febbraio l’ente registra un aumento nelle vendite dei beni alimentari (+8,2% in valore e +7,8% in volume), anche se risultano in crescita anche quelle dei beni non alimentari (+3,8% in valore e +4,3% in volume).

L'aumento più significativo a livello tendenziale delle vendite è stato registrato dalla grande distribuzione, (+8,4%), e quella che cresce con la maggiore intensità in questo segmento è la vendita dei beni alimentari salita del +9,9% rispetto a un anno prima. Quanto invece alle imprese operanti su piccole dimensioni il valore delle vendite è aumentato del 3,3%.

Rispetto a febbraio 2019, le vendite al di fuori dei negozi calano dello 0,1% mentre è in crescita sostenuta il commercio elettronico (+15,3%).Per quanto riguarda invece la grande distribuzione, a febbraio scorso si sono avuti aumenti tendenziali del 9,9% delle vendite nei supermercati, del 9,6% di quelle nei discount alimentari e dell'8,7% negli ipermercati.

Coldiretti: il 30% deli italiani va a fare la spesa ogni due giorni
In quasi 4 casi su 10 (38%) gli italiani hanno accaparrato scorte di prodotti alimentari e bevande
per il timore di non trovarli più disponibili sugli scaffali a causa della pandemia. Questi i dati emersi da un'analisi Coldiretti/Ixe' che spiegano il rialzo del commercio al dettaglio registrati dell'Istat. Si tratta di una tendenza che si amplifica a marzo, secondo l’associzione, con aumenti delle vendite degli alimentari nel dettaglio del 19%, mentre le consegne a domicilio segnano un balzo del 90%. Nonostante l’invito a rimanere a casa quasi 1 italiano su 3 (30%) non resiste nemmeno 72 ore prima di dover uscire per fare la spesa . Il risultato è che nelle dispense sono stati accumulati tanti prodotti come pasta, riso e cereali (26%), latte, formaggi, frutta e verdura (17%), quindi prodotti in scatola (15%), carne e pesce (14%), salumi e insaccati (7%) e vino e birra (5%).

Per approfondire
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