LAVORO

Istat: a giugno -46mila occupati, disoccupazione giovanile aumenta al 27,6%

L’istituto di statistica: persi 600mila occupati rispetto a pre-Covid, in un anno -752mila (salgono solo gli ultra50enni)

Famiglie preoccupate. Rischi incombono sulla ripresa

L’istituto di statistica: persi 600mila occupati rispetto a pre-Covid, in un anno -752mila (salgono solo gli ultra50enni)


2' di lettura

A giugno prosegue, anche se «a ritmo meno sostenuto», il calo degli occupati su base mensile: 46mila in meno rispetto a maggio (-0,2%). Lo rileva l’Istat. La diminuzione, spiega l’istituto, «coinvolge» le donne, con una perdita di 86mila unità, e i dipendenti permanenti, ovvero quelli con un “posto fisso”, che si riducono di 60mila. Gli occupati aumentano invece tra gli uomini (+39mila), i dipendenti a termine, gli autonomi e gli ultracinquantenni.

Tasso di disoccupazione

Risale il tasso di disoccupazione all’8,8%, in aumento di 0,6 punti rispetto a maggio. La crescita delle persone in cerca di lavoro, sottolinea l'Istat, è «consistente», pari a 149mila unità in più (+7,3%). Il rialzo, si spiega, «riguarda soprattutto gli uomini (+9,4% pari a +99mila unità, contro il +5,0%, pari a +50mila, delle donne) e interessa tutte le classi di età». Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24anni) aumenta al 27,6%, in rialzo di 1,9 punti rispetto al mese precedente.

In un anno -752mila occupati

«Da febbraio 2020 il livello dell'occupazione è sceso di circa 600mila unità e le persone in cerca di lavoro sono diminuite di 160mila, a fronte di un aumento degli inattivi di oltre 700mila unità». Lo rileva l'Istat nel commento alle stime che aggiornano i dati a giugno, facendo il confronto con il periodo appena precedente al deflagrare dell’epidemia.

«Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione - scrive l’Istat - hanno determinato un calo rilevante rispetto al mese di giugno 2019 (-3,2% pari a -752mila unità), che coinvolge entrambe le componenti di genere, i dipendenti (-613mila), gli autonomi (-140mila) e tutte le classi d’età; l’unica eccezione risultano essere gli over50 (+102mila)».

I dipendenti a termine segnano un «lieve recupero» aumentando di 7mila unità rispetto maggio. Lo scorso mese la diminuzione degli occupati ha interessato «esclusivamente i lavoratori dipendenti permanenti», in calo di 60mila in termini congiunturali

Recupero delle ore lavorate pro-capite

Continua il recupero del numero di ore lavorate pro capite. Secondo i dati dell'Istat nel mese di giugno, infatti, il numero di ore effettivamente lavorate da ciascuno, calcolato sul complesso degli occupati, «è pari a 33,2, valore di 2,8 ore inferiore a quello registrato a giugno 2019». Il calo, tuttavia, si spiega, «è decisamente più contenuto di quello registrato nei tre mesi precedenti e in particolare a marzo e aprile 2020, quando il numero di ore pro capite risultava pari a 25,5 e 22 ore rispettivamente (-10,5 e -11,6 ore rispetto allo stesso mese del 2019)». Parallelamente, evidenzia l’Istat, «la quota di assenti dal lavoro, pari al 7,8%, aumenta di 3,5 punti percentuali rispetto a giugno 2019. Anche tale aumento è tuttavia sensibilmente minore di quelli rilevati nei tre mesi precedenti (+22,7 punti a marzo, +28,5 punti ad aprile e +13,1 a maggio)».

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